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Politica | 24 aprile 2019, 12:45

Landini a Torino sul 25 aprile: "Se Salvini può dire quel che dice, è grazie alla Liberazione"

Il segretario generale CGIL: "Dovrebbe essere festa anche per il Governo che ha giurato sulla Costituzione". Intanto non si fermano le morti sul lavoro: "Un dramma che continua. I dati sono in crescita"

Landini a Torino sul 25 aprile: "Se Salvini può dire quel che dice, è grazie alla Liberazione"

“Se Salvini gira libero e dice le cose che dice, lo deve alla lotta di resistenza e alla liberazione". Lo ha detto il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, presente oggi a Torino presso la sede della CGIL di via Pedrotti, in occasione della presentazione del protocollo per combattere il lavoro nero nei campi, soprattutto per quanto riguarda i flussi stagionali e il trasporto delle persone impiegate in agricoltura. "La storia è storia anche per Salvini - ha aggiunto - e se non lo festeggia, sta facendo una cosa grave contro il Paese e contro la sua storia”.

E ha aggiunto: “Il 25 aprile è la festa del Paese. Si chiama Liberazione. Se non ci fosse stata la Resistenza, saremmo ancora sotto il fascismo. Se siamo democrazia lo si deve al 25 aprile, è la festa dell’Italia e dovrebbe essere anche la festa del Governo perché ha giurato sulla Costituzione nata dalla liberazione”.

Quello del lavoro irregolare nei campi è un argomento trattato anche dal video, proiettato in sala, dal titolo "Se volete i peperoni a 2 euro" e che denuncia la piaga (e le vittime) delle condizioni di lavoro che si verificano anche vicino a noi. "Contanti, una stretta di mano, niente burocrazia", dice il video. Niente burocrazia, ma nemmeno garanzie per chi lavora e che, a volte, muore nei campi.

Da queste evidenze è nato il protocollo che, anche con l'impegno della Regione, vuole mettere un freno ad abusi e irregolarità. Come dimostra anche la presenza all'incontro CGIL degli assessori al Lavoro, all'immigrazione e all'Agricoltura Gianna Pentenero, Monica Cerutti e Giorgio Ferrero. Il Saluzzese sarà il territorio in cui il protocollo troverà la sua sperimentazione. Ma purtroppo la cronaca non si ferma: 4 gli incidenti mortali sul lavoro in Italia nelle ultime ore. L'ultimo questa mattina a Savigliano, vittima un uomo di 44 anni.

"È un dramma che continua - ha commentato Landini - in settori diversi. Un dato inaccettabile e che purtroppo vede infortuni e malattie professionali in aumento. Bisogna sconfigge la cultura che vede la sicurezza solo come un costo. Si muore ancora come si moriva 50 anni fa, nonostante nuove tecnologie e digitalizzazione. È la precarietà che uccide ed è stato un errore la scelta del Governo che ha tolto risorse alla formazione per abbassare i contributi INAIL. E poi bisogna rafforzare gli organi ispettivi". Sul protocollo piemontese, "la lotta al caporalato è proprio un modo per contrastare l'illegalità".

“Domani è 25 aprile, non abbiamo più il nazifascismo ma dobbiamo ancora liberare l’Italia dalle varie forme di sfruttamento dei lavoratori, da leggi come quella introdotta dal decreto sicurezza che rischiano di creare nuove forme di schiavitù”, ha detto l’assessora Cerutti. “Noi da anni in Regione Piemonte ci battiamo contro il caporalato. Il protocollo contro il lavoro irregolare e per il collocamento pubblico in agricoltura, firmato di recente, è stato il punto di arrivo di un percorso che va avanti da tempo in particolare nel distretto della frutta del saluzzese". "Ora bisogna proseguire non dimenticando che la legge sicurezza non favorirà la regolarizzazione delle persone straniere e dunque l’emersione del lavoro nero. Anche per questo abbiamo presentato il ricorso alla Corte Costituzionale che ci auguriamo di poter discutere il 19 giugno”.

Infine, il tema scuola, che è nazionale, ma anche regionale. E che ha visto nella notte una tregua che ha scongiurato la protesta organizzata dai sindacati. "Il governo per venire a trattare ha dovuto incontrare l'organizzazione dello sciopero - ha concluso Landini - e l'obiettivo è il superamento della precarietà in tutti i settori della scuola. Ora ci vuole un tavolo di trattativa. Ma lo sblocco delle assunzioni è necessario in tutto il pubblico impiego, per esempio nella sanità. Non ci accontentiamo di impegni, ma servono atti concreti".

Massimiliano Sciullo

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