/ Cronaca

Cronaca | 16 maggio 2019, 19:33

Ex Diatto, da fabbrica abbandonata a residenza universitaria: i lavori inizieranno a fine 2020

Circa seicento i posti per gli studenti, un giardino pubblico di 8mila metri quadri e uno spazio polivalente in gestione al Comune: così rinasce un luogo abbandonato

Ex Diatto, da fabbrica abbandonata a residenza universitaria: i lavori inizieranno a fine 2020

Si intravede la luce in fondo al tunnel dell’ex Diatto, fabbrica di auto prima e di azienda chimica poi, oggi abbandonata al proprio destino: entro fine 2020 infatti, potrebbero finalmente partire i lavori per la costruzione di una residenza universitaria in grado di ospitare circa 600 studenti.

Quando la commissione urbanistica darà il via libera, il progetto della società inglese che acquisirà l’area potrà finalmente diventare realtà. I progettisti, con ottimismo, pensano che i lavori possano quindi iniziare entro la fine del 2020. Dopo anni di abbandono e degrado, una bella notizia per il quartiere Cenisia. Allo stato attuale intanto, è stata effettuata una bonifica del 90% dell’area. Nel futuro dell’ex Diatto, come detto, vi è una residenza universitaria, un bel giardino pubblico di 8.000 metri quadri all’interno del complesso (con accesso da via Revello e via Cesana) e un’area adiacente a via Frejus da dare in gestione al Comune.

Un mix tra pubblico e privato per rilanciare un luogo abbandonato, che nei progetti della scorsa giunta avrebbe dovuto diventare un complesso di alloggi privati di lusso e un supermercato e invece si trasformerà in un luogo per gli studenti, confermando la forte vocazione universitaria di Torino.

“Siamo molto contenti del progetto” è il commento entusiasta di Antonio Fornari e Maura Paoli, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. Se la residenza universitaria è certa, così come il giardino pubblico abbellito da piante autoctone, uno dei dubbi principali riguarda la destinazione finale dell’area che la società inglese, dopo aver acquistato il fabbricato, cederà al Comune di Torino. L’idea, visti i 2000 metri quadri di spazi, è quella di realizzare un’area polivalente, per i cittadini. Per il momento si tratta solo di un’ipotesi, condivisa anche dalla presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise: “Nel nostro territorio non abbiamo una sala capace di contenere più di 100 persone, a fronte dei 132.000 residenti in Circoscrizione 3. Sarebbe splendido avere una sala polivalente, aperta ai cittadini”.

Il consigliere Fornari, dal canto suo, preferirebbe una sala studio in gestione al Politecnico o archivio comunale. Insomma, le ipotesi sono molteplici.

Da non sottovalutare poi l’aspetto storico e architettonico di una struttura secolare, costruita nel 1905 e sopravvissuta ai bombardamenti del 1942. L’idea è quella di abbattere gran parte della tettoia, preservando la parte vicina a via Moretta. In quel luogo, vicino al giardino pubblico, si potranno ospitare concerti e attività all’aperto. Dopo un passato glorioso e un presente di abbandono e degrado, si prospetta un futuro più che mai roseo per l’ex Diatto. La rinascita targata studenti universitari è sempre più vicina.

Andrea Parisotto

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium