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Economia e lavoro | 17 maggio 2019, 16:46

Lavoratori della scuola in sciopero davanti all'Ufficio Scolastico Regionale

Il presidio, indetto questa mattina dai sindacati di base per richiedere aumenti salariali, ha avuto come obiettivo le politiche del governo nazionale e gli accordi firmati da alcuni sindacati

Lavoratori della scuola in sciopero davanti all'Ufficio Scolastico Regionale

Insegnanti e lavoratori della scuola si sono dati appuntamento, questa mattina, davanti alla sede dell'Ufficio Scolastico Regionale in Corso Vittorio Emanuele II 70 per protestare contro le politiche del governo nazionale e chiedere un aumento dei salari.

Il presidio è stato indetto dai sindacati di base: “Nella finanziaria - ha commentato Natale Alfonso del Cub Scuola Università Ricerca – non è previsto alcuno stanziamento per il rinnovo dei contratti e vi è, inoltre, un calo degli investimenti generali per l'istruzione. Come se non bastasse, la prevista “regionalizzazione”, con contrattazioni diverse e concorsi su base regionale, segnerà il ritorno alle gabbie salariali, obiettivo della Lega da molti anni. Per questo confermiamo la nostra mobilitazione per una scuola pubblica migliore e per adeguamenti salariali significativi”.

La protesta ha preso di mira anche alcuni sindacati: “L'accordo vergognoso – ha proseguito Alfonso – firmato da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda si basa su impegni del tutto generici presi da un governo di durata ignota: in quel documento non è presente una data né una cifra, solo la promessa di un tavolo di concertazione e del reperimento di fondi nella prossima finanziaria”.

Nel corso della mattinata una delegazione è stata ricevuta dal direttore scolastico regionale Fabrizio Manna: “Oltre a ribadire – si legge in un comunicato dello stesso Cub - le ragioni generali dello sciopero abbiamo denunciato la passività dell'amministrazione nei confronti di dirigenti scolastici che hanno comportamenti gravissimi nei confronti della scuola e del personale, denunciato i comportamenti scorretti di alcune commissioni d'esame nel concorso per l'assunzione in ruolo dei docenti della suola primaria, ribadito la richiesta, posta anche al MIUR, di garantire la continuità didattica alle colleghe diplomate magistrali immesse in ruolo che oggi, sulla base di una normativa ottusa e stolta, sono costrette a cambiare scuola con grave danno per i loro alunni.

Marco Berton

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