/ Nuove Note

Nuove Note | 30 giugno 2019, 06:00

Rakno: in “alchimia” vi racconto la Torino esoterica di una volta

Di pochissimi giorni fa è invece l’uscita dell’Ep “Alchimia” che racconta il passato esoterico di Torino.

Rakno: in “alchimia” vi racconto la Torino esoterica di una volta

Rakno nasce a Moncalieri nel 1991 per poi trasferirsi a Torino all’età di 13 anni. Si avvicina al mondo del rap nei primi anni della sua adoloscente quando ancora viveva all’ombra delle freddemontagne ad ovest di Torino. Rakno, è un nome che gli hanno appioppato gli amici per prendere in giro la sua paura dei ragni e poi è diventato il suo nome d’arte. Nel 2007 fonda insieme a Lince, Etanolo, Grim E Jax Di Spade il gruppo rap Milizia Postatomica con cui ha all’attivo diversi mixtape e dischi. Nel 2015, pubblica il suo primo lavoro da solista, un mixtape dal titolo “L'insostenibile Leggerezza Del Tessere” che gli permette di entrare in contatto con realtà più grosse della sua città. Nel 2016 partecipa al disco Educazione Sabauda di Willie Peyote comparendo sulla traccia ''Giudizio Sommario'' e nel 2017 esce il disco “Black Lotus” in collaborazione con Marco Boi. Di pochissimi giorni fa è invece l’uscita dell’Ep “Alchimia” che racconta il passato esoterico di Torino.

Come si è avvicinato al rap Rakno e perchè si chiama così?

Al rap mi sono avvicinato da molto piccolo, attraverso un’audiocassetta che mio fratello ha messo nel mangianastri in macchina. Mi pare fosse ''Classico'' di Bassi Maestro, veramente incredibile quella roba. Mi ha folgorato, poi all'epoca non è che ci fosse il rap mainstream, l'unica roba del genere che avevo sentito era Eminem con ''Marshall Mathers EP''.

Il nome Rakno me lo hanno appioppato i miei amici per partecipare alle battle di freestyle. Siccome ero aracnofobico volevano esorcizzare la mia paura.

Hai dato vita al collettivo Milizia Postatomica e poi sei passato ad un progetto solista, come mai ti sei staccato?
In realtà, purtroppo, è stato un processo naturale. Nel senso che ognuno di noi ha iniziato progetti solista e pian piano questa carriera ha preso il sopravvento sul lavoro di gruppo.

Hai pubblicato il primo mixtape nel 2015, “L'insostenibile Leggerezza Del Tessere”, poi nel 2017 esce il disco ''Black Lotus” con Marco Boi. Che storie raccontavano?

“L'insostenibile leggerezza del tessere” era una raccolta di brani che avevo scritto nei 3 anni precedenti. Ho sempre avuto una scrittura riflessiva e di conseguenza ci metto molto a elaborare le canzoni. All'epoca avevo appena cominciato l'università ed è stata una fase di cambiamento molto profonda per me, credo che nel disco si rifletta abbastanza questa sorta di crisi. È tutto molto autoreferenziale.

Mentre “Black Lotus” è uscito in un periodo molto più complesso per me, avevo appena perso dei miei amici e stavo mettendo in discussione l'ambiente che frequentavo. Arrivo da un paesino di provincia, lontano dalla città e, anche se intorno ai 15 anni mi sono spostato in città, la vita di provincia, le amicizie della zona mi sono rimaste. Di conseguenza lo stile di vita che avevo era legato a delle abitudini che avevo anche lì.

“Black Lotus” volevo che fosse un concept album dedicato a tutti quelli che hanno vissuto un contesto di emarginazione, di difficoltà e che in qualche modo, anche se non lo danno a vedere, conservano ancora dentro sé tutto questo.

A distanza di 2 anni dall’ultimo lavoro, venerdì è uscito l’Ep “Alchimia”, raccontacelo.

Alchimia EP è un concept dedicato a Torino, anzi al suo passato esoterico. È una città che ha tante leggende legate all'esoterismo e alla magia.

Il nucleo centrale del disco sono le tracce Mercurio, Cloruro di Sodio e Zolfo. Questi tre elementi, per Paracelso, permettevano il processo di ''Riunificazione alchemica''. Ho cercato di rendere l'idea di questo processo con le rime e con lo stile delle canzoni. Per esempio le prime 3 tracce sono ispirate alla scrittura automatica dadaista, giochi di parole surreali e associazioni libere. Man mano che si va avanti nell'ascolto, il disco diventa sempre più ''pragmatico'' sia come riferimenti culturali sia come rime. La chiave di volta è proprio ''Mercurio 03'' che sta esattamente nel centro della tracklist, a mio parere.

La tua Torino musicale e non.

Secondo me Torino ha diverse anime. Ci sono eventi di musica elettronica da club ,con festival come il Kappa Future, e artisti come Peyote e Dutch Nazari. La parte più interessante, per me, è sicuramente riferibile al background hardcore punk della città. Abbiamo avuto gruppi come i Negazione, i Wop Time, i Nerorgasmo e i Peggio Punx, delle leggende! Ma non solo, anche il rap ha avuto la sua bella parte nel sottobosco torinese...penso a Next Diffusion, Gate Keepaz, Kaos One, lo stesso Neffa. Insomma la roba migliore, per me, è nata o passata  da Torino!

News, live in programma, appuntamenti.

Il 28 giugno è uscito l’Ep “Alchimia” su Spotify, itunes e quant'altro. Io e 808er suoneremo l’undici luglio al Bunker, ne approfitto per invitarvi. Con 808er stiamo cercando di costruire un sound tutto torinese che attinge a piene mani da quel background di cui parlavo sopra. Per il resto non posso svelare nulla...anzi spero ci sia ancora qualcos'altro da svelare!

 Maggiori info su  https://www.facebook.com/RaknoIlRagno/ 

Federica Monello

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium