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Economia e lavoro | 11 luglio 2019, 15:40

Manital, la protesta dei dipendenti davanti alla sede di Ivrea: c'è chi aspetta lo stipendio ormai da tre mesi

A incontrare i lavoratori anche l'assessore regionale Chiorino: "Comportamento inaccettabile da parte dell'azienda. Gli enti pubblici si facciano tramite per la surroga dei pagamenti"

Manital, la protesta dei dipendenti davanti alla sede di Ivrea: c'è chi aspetta lo stipendio ormai da tre mesi

Prosegue la protesta dei dipendenti Manital, dopo l'ennesima settimana trascorsa senza ricevere lo stipendio. Per alcuni, si toccano i tre mesi senza percepire il dovuto. La cornice della manifestazione, questa volta, è stata Ivrea, proprio di fronte alla sede principale dell'azienda in via Di Vittorio. Da lì, i lavoratori si sono spostati verso il municipio, in piazza di Città.

Da tempo, si segnalano ritardi e difficoltà nei pagamenti da parte dell'impresa che conta tra i suoi clienti anche realtà importanti come il Comune di Torino, la Città metropolitana e altri enti pubblici o istituzioni del territorio. Tante le proteste e i presidi effettuati nel corso di questi mesi, sia in piazza Castello, nel cuore del capoluogo che di fronte all'assessorato regionale al Lavoro, in via Magenta.

Lunedì scorso, nel corso di un vertice al ministero dello Sviluppo economico richiesto da Filcams, Fisascat e Uiltrasporti, non si è trovato un accordo tra le parti per gli stipendi. Anzi, Manital ha confermato "difficoltà di riallineamento economico". E su questo fronte, nella giornata di oggi, anche l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, si è mossa, presenziando alla protesa a Ivrea e incontrando i lavoratori coinvolti. "Il comportamento dell’azienda è inaccettabile - ha detto l'esponente della giunta Cirio -. I lavoratori non possono essere utilizzati come banche. A questo punto la Regione si attiverà immediatamente per chiedere a tutti gli enti pubblici che hanno in essere commesse con Manital la surroga dei pagamenti a favore dei dipendenti che attendono da mesi di essere pagati». 

«La proprietà non si è fatta vedere - racconta Chiorino - e sono stata ricevuta da due persone che non avevano autorizzazione per dare risposte concrete. Una situazione paradossale, a tratti imbarazzante, dal momento che la mia intenzione era quella di fare il punto della situazione in un incontro interlocutorio, necessario per capire senza filtri quali fossero le difficoltà oggettive e in che modo la Regione avrebbe potuto agevolare un’evoluzione favorevole della vicenda, che vede coinvolti 1500 lavoratori piemontesi». 

Un vertice, dunque, che si è concluso con un nulla di fatto. «A questo punto la pazienza è terminata e dobbiamo pensare a tutelare i lavoratori e le loro famiglie. Prenderemo posizione chiedendo agli enti pubblici di esercitare l’azione della surroga a favore dei dipendenti. A tal fine ho già chiesto ai miei uffici di fare uno screening per conoscere con esattezza quali e quanti enti pubblici piemontesi hanno in essere commesse con Manital». 

Su scala nazionale, si è attivato anche il parlamentare di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro che nei giorni scorsi aveva chiamato in causa il Ministero: «Il Mise comunica solo fumate nere - aveva denunciato l'esponente del partito di Giorgia Meloni - incapace di intervenire con decisione. Manital ha quasi solo monocommitenza pubblica e il pubblico sta pagando regolarmente. Da tempo ho chiesto al Mise di provvedere urgentemente al blocco dei pagamenti in favore di Manital da parte degli enti pubblici per saldare, in surroga, gli stipendi già miserrimi dei dipendenti. Se il Mise esiste batta un colpo. Potrebbe essere lo strumento per far sedere Manital al tavolo con maggiore consapevolezza della forza dello Stato quando deve tutelare i lavoratori».

La UGL Metalmeccanici, unitariamente con la UGL Igiene Ambientale di Torino, si complimentano con l’Assessore al Lavoro di Torino Elena Chiorino per come “a gamba tesa” ha preso provvedimenti verso la Manitalidea S.p.A., azienda nel settore pulizie e servizi, che detiene molti dipendenti e che ai quali, da aprile non remunera loro lo stipendio.

Lo dichiarano i segretari provinciali di Torino, Federazione Metalmeccanici e Igiene Ambientale Ciro Marino e Alessandro Ranalli: "Non si può più accettare il continuo reiterare di comportamenti del genere approfittando e lucrando sulle spalle dei lavoratori".

Massimiliano Sciullo

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