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Economia e lavoro | 09 ottobre 2019, 15:47

Il vino prende casa in centro città. E se nascesse un vigneto in piazzale Valdo Fusi?

Tornano "Portici Divini" e "Vendemmia a Torino" e Talaia (Camera di Commercio) lancia l'idea di un angolo di vigna urbana. Intanto un filare di Torino doc arriva proprio a Palazzo Birago

Il vino prende casa in centro città. E se nascesse un vigneto in piazzale Valdo Fusi?

Un vigneto in piazzale Valdo Fusi, trasformando un'area di cemento del centro cittadino in un angolo di verde. Magari da fare poi raccogliere ai bambini, restituendo un antico sapere del passato.

Sarà il clima ormai autunnale, sarà l'estate negli specchietti retrovisori, ma Torino è pronta a darsi al vino. O meglio, a vendemmiare. E se dal 12 al 20 ottobre tornano due appuntamenti ormai tradizionali come "Portici divini" e "Vendemmia Torino", manifestazioni che ancora una volta vogliono mettere in vetrina tutto il meglio del Piemonte quando si parla di bere bottiglie di pregio, ecco che arrivano anche nuove idee, in un certo senso rivoluzionarie. Anche se in passato già in epoca Fassino un'intuizione di questo genere era già emersa, ma senza trovare seguito.

Intanto, proprio la Camera di Commercio si porta avanti: nella sua sede di palazzo Birago, in via Carlo Alberto, troverà posto una vigna di Torino doc. Mentre il Politecnico ha già pensato a un "suo" vigneto sperimentale. Tanti gli eventi in calendario, tra degustazioni, masterclass in dimore storiche e molto altro ancora.

Con la promozione di Camera di Commercio di Torino e Regione Piemonte e il patrocinio della Città di Torino, l'edizione 2019 si prepara a partire da palazzo Birago, dove venerdì 11 ottobre inaugurerà anche la rassegna "Portici divini", dedicata in maniera specifica alle produzioni del capoluogo e provincia. Dal 18 al 20 sarà anche Vendemmia a Torino a scaldare i motori (la sera del 18 si terrà anche la Grapes in Town tasting experience). Brindisi finale, per tutti, il 20 ottobre alle 18.30 al Mercato Centrale.

"Si tratta di un evento che promuove il territorio - dice Vittoria Poggio, assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio - ma che al tempo stesso crea cultura e sviluppo economico. Vogliamo mostrare le nostre eccellenze".

"Appuntamenti come questo sono una vetrina per il settore wine & food ma anche per l'intera città - aggiunge Sonia Schiellino, vicesindaca di Torino - che in questi anni è molto cambiata. E che trova nel cibo un altro modo per comunicare e trasmettere contenuti, oltre a fare integrazione".

"Il carnet di appuntamenti è ricchissimo - commenta Andrea Talaia, vicepresidente della Camera di Commercio di Torino - e come ente camerale abbiamo voluto valorizzare i vini torinesi, anche quelli eroici e meno estesi, ma di grande qualità". E lancia l'idea che apre nuovi scenari: "Perché non trasformiamo piazzale Valdo Fusi in un grande vigneto cittadino? Magari con i bambini che ogni anno possono essere coinvolti a vendemmiare".

Intanto Torino continua a godersi la vigna che già può vantare nei suoi confini: quella di Villa della Regina (che fa parte dell'associazione internazionale dei vigneti urbani) e che vede Luca Balbiano produrre ormai da anni le sue bottiglie. "Abbiamo iniziato a sognare una vendemmia a Torino 15 anni fa, con la mia famiglia - racconta - e oggi vedere che si pensa addirittura a nuovi vigneti in città dimostra che l'intuizione era giusta". "Tra i vigneti urbani abbiamo scoperto storie fantastiche, in Italia e non solo. Parigi, Praga, ma anche Milano, dove si tramanda la storia della Vigna di Leonardo, ricevuta come pagamento per l'Ultima Cena".

Il futuro di questa associazione (e di questi vigneti) si discuterà anche all'evento ospitato il 18 ottobre al ristorante Piano 35 del Grattacielo Sanpaolo.

Massimiliano Sciullo

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