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Attualità | 14 ottobre 2019, 16:15

Sui muri di Torino la rabbia contro Erdoğan: imbrattate le colonne di via Po

La manifestazione pro popolo curdo di sabato ha lasciato i segni in via Po: tante le scritte contro il presidente turco

Sui muri di Torino la rabbia contro Erdoğan: imbrattate le colonne di via Po

“Torino sta con il Rojava, Erdogan assassino”. E’ questa una delle tante scritte comparse sui muri di via Po dopo il passaggio del corteo che sabato, partendo da piazza Castello, ha sfilato per le vie del centro cittadino sino a piazza Vittorio Veneto.

La manifestazione pro popolo curdo ha lasciato diverse tracce sulle colonne di via Po: le scritte contro il presidente della Turchia Erdoğan sono bene in vista sia per chi transita in auto che per chi invece percorre la via a piedi, sotto i portici. “Erdoğan uguale Isis”, “Rojava resist” e “Biji YpJ/Ypg, #Riseup4Rojava” attirano la curiosità di molti torinesi che, vista l’imponenza delle scritte, si fermano a leggere quanto riportato ponendosi delle domande.

Di certo, l’attenzione della Città di Torino per il conflitto militare in atto nel Nord della Siria è massima: la manifestazione di sabato, oltre al popolo curdo, ha portato in strada diversi torinesi. Dai centri sociali a politici del Partito Democratico, sino a esponenti di Italia Viva e cittadini comuni, in tanti hanno manifestato il proprio dissenso contro l’invasione turca.

Qualcuno ha pensato di esprimere la propria contrarietà con scritte che, di fatto, indipendentemente dal messaggio divulgato, finiscono per deturpare ulteriormente una via, via Po, che da anni viene scambiata come una “lavagna” e valvola di sfogo per qualsiasi tipo di pensiero. A trionfare, in ogni colonna, sono scritte o locandine anarchiche: messaggi a favore degli sbarchi, contro lo sgombero dell’Asilo Occupato e inviti a saltare i tornelli sui bus Gtt.

Imbrattamenti che contribuiscono ad aggravare lo stato di degrado in cui da tempo versano i portici di via Po. Negli scorsi giorni messaggi analoghi erano comparsi a Porta Nuova: in quel caso, la Digos di Torino aveva individuato le responsabili, due anarchiche e le aveva denunciate. La grafia è molto simile a quelle di via Po, ma per il momento gli autori delle ultime scritte non sono stati rintracciati.

Di sicuro, dopo l’ennesima manifestazione, queste nuove scritte fanno storcere il naso a residenti e commercianti sempre più esasperati.

Andrea Parisotto

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