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Eventi | 10 novembre 2019, 10:50

Andrea Mantegna a dicembre a Palazzo Madama: capolavori rinascimentali tra Padova e Mantova

La mostra "Rivivere l’antico costruire il moderno", promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo, è organizzata da Civita Mostre e Musei. Fino al 4 maggio 2020

Andrea Mantegna a dicembre a Palazzo Madama: capolavori rinascimentali tra Padova e Mantova

Il Rinascimento inonda di eleganza le sale di Palazzo Madama. Arriva a Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio 2019, una grande esposizione dedicata ad Andrea Mantegna, tra i più prestigiosi artisti quattrocenteschi, in grado di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica, ardite sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana.

Intorno alle sue opere si articolano le testimonianze di un’intera stagione artistica che vede la pianura padana protagonista, prima a Padova e poi a Mantova. Nato sull’Isola di Carturo nel 1431, Mantegna verso i dieci anni si trasferisce a Padova dove entra nella bottega di Francesco Squarcione. Lì, a quel tempo, operano artisti come Paolo Uccello, Filippo Lippi e Donatello, un panorama culturale ricco e stimolante per un giovane artista come Mantegna. Nel 1448 viene chiamato a far parte della squadra di artisti che decorano la cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani a Padova dove dipinge “Storie di San Giacomo e San Cristoforo”.  Nel 1457 riceve la commissione per il “Polittico di San Zeno” per la chiesa del santo a Verona, uno dei suoi massimi capolavori. Nel 1460 viene invitato da Ludovico Gonzaga a Mantova, dove diventerà artista di corte. Qui si dedica alla decorazione della “Camera degli sposi” nel palazzo ducale. Nel 1485 inizia una serie di grandi tele dipinte a tempera con il “Trionfo di Cesare”, che però interrompe per un viaggio a Roma, dove per Innocenzo VIII dipinge una cappella dei palazzi Vaticani poi andata distrutta nel 1780. Realizza poi per lo studiolo di Isabella d'Este due tele a carattere mitologico: il “Parnaso”e “Minerva che caccia i vizi”, mentre una terza tela rappresentante la “Favola del dio Como” rimane incompiuta a causa della morte dell'artista che avvenne il 13 settembre del 1506.

L’allestimento a Palazzo Madama presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati, come il rapporto di Mantegna con l’architettura e i letterati.

Viene così proposta ai visitatori un’ampia lettura della figura dell’artista, che definì il suo originalissimo linguaggio formativo sulla base della profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, della familiarità con i lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare del geniale Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe, nonché dello studio della scultura antica.     

Un’attenzione specifica è dedicata al suo ruolo di artista di corte a Mantova, dove tessette una fitta rete di relazioni e amicizie con scrittori e studiosi, che lo resero un riconosciuto e importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma ai valori morali ed estetici degli umanisti.

Il percorso della mostra è preceduto e integrato, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, da uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali: ai visitatori verrà infatti proposta un’esperienza immersiva nella vita, nei luoghi e nelle opere di Mantegna, così da rendere accessibili anche i capolavori che, per la loro natura o per il delicato stato di conservazione, non possono essere presenti in mostra, dalla Cappella Ovetari di Padova alla celeberrima Camera degli Sposi, dalla sua casa a Mantova al grande ciclo all’antica dei “Trionfi di Cesare”.

Il Piano Nobile di Palazzo Madama accoglie, quindi, l’esposizione delle opere, a partire dal grande affresco staccato proveniente dalla Cappella Ovetari, parzialmente sopravvissuto al drammatico bombardamento della seconda guerra mondiale ed esposto per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro e dalla lunetta con Sant’Antonio e San Bernardino da Siena proveniente dal Museo Antoniano di Padova. 

Il percorso espositivo si completa di altri capolavori dei maggiori protagonisti del Rinascimento nell’Italia settentrionale che furono in rapporto col Mantegna, tra cui opere di Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e infine il Correggio. Accanto a dipinti, disegni e stampe del Mantegna, saranno esposte opere fondamentali dei suoi contemporanei, così come sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.

Manuela Marascio

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