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Attualità | 18 novembre 2019, 21:32

Emergenza neve: l'odissea di chi è rimasto senza corrente per tre giorni

A Monti di Mezzenile, nella sera tra il 14 e il 15 novembre, ad un utente è saltata l'erogazione di energia elettrica, iniziando un tour de force protrattosi fino alle ore 18 di domenica

Emergenza neve: l'odissea di chi è rimasto senza corrente per tre giorni

Siamo in Piemonte. Siamo in montagna. Siamo a novembre. Una delle cose più normali che possa capitare, è che nevichi, lo sanno tutti. O quasi.

Giovedì 14 novembre, poco prima delle 20, è saltata l'erogazione della corrente elettrica in diversi comuni delle valli di Lanzo; uno di questi è stato Mezzenile.

La storia che vi racconto, ha dell'incredibile, ma è assolutamente vera ed ha colpito un utente della frazione più a monte del comune, ovverosia Monti di Mezzenile.

Alle 19:52 di giovedì 14, dopo aver constatato che il suo contatore era armato, ma non dava segni di vita, l'utente chiamava il numero verde dell’Enel, 800900860; rapido colloquio con l'operatrice da cui veniva informato che il numero segnalazione guasti era 803500. Alle 19:55 chiamava questo numero e segnalava il guasto, ricevendo un codice, 143554074, tramite cui verificare il progresso dei lavori di ripristino. Prima di andare a dormire, alle 23:55, visto che l'utenza era ancora scollegata, verificava tramite codice, ma la risposta che riceveva da un risponditore automatico, era “nessuna novità”.

Stessa sorte al mattino successivo, venerdì 15, alle 08:24 e alla sera, alle 19:06.

Alle 03:55 di sabato 16, nel buio della notte vedeva splendere le luci della casa prima della sua, trecento metri più in basso. Speranzoso andava a verificare il contatore, che invece risultava ancora spento. Alle 04:00 richiamava ma il messaggio era il solito, nessuna novità. Alle 04:02 segnalava nuovamente il persistere del problema è riceveva un nuovo codice: 143577063. La verifica delle 08:03 non dava esito e alle 08:59 procedeva a nuova segnalazione. Colloquio con l'operatore e rassicurazioni, oltre a nuovo codice 143578975.

La verifica delle 13:32 non dava esito, ma alle 15:24 Enel Distribuzione Rivoli chiamava per sapere se il problema ancora persisteva. A risposta affermativa, oltre che un po' scocciata, assicuravano che avrebbero mandato una squadra e si facevano dare un numero di cellulare, per il contatto. Alle 18:18, non essendo stato contattato, l'utente richiamava e riceveva la rassicurazione che entro le 23:59 il problema sarebbe stato risolto.

Alle 01:00 di domenica 17, nulla era cambiato e il beffardo risponditore automatico diceva inesorabile “nessuna novità”. Così alle 01:03 nuova segnalazione guasto e nuovo codice, 143589083. Alle 05:58 il controllo diceva sempre nessuna novità, così come alle 07:32. Nuova segnalazione guasto alle 07:35 e nuovo codice 143590678. La verifica delle 10:41 rassicurava sulla riparazione entro le 12:00. Alle 12:38 nuova telefonata e stavolta il risponditore stroncava le speranze: “causa problema tecnico, non è possibile procedere con la sua richiesta. Provi più tardi”.

Ma più tardi di che cosa? Infuriato, l'utente, alle 12:41, segnalava nuovamente il problema e l'operatore, finalmente, si faceva carico del problema, mettendolo in attesa e contattando la sede di Torino, segnalando problema ed urgenza e facendosi lasciare il numero di cellulare per il contatto, che sarebbe avvenuto quanto prima. La verifica delle 14:42 ripeteva lo sconsolante messaggio precedente: “causa problema tecnico, non è possibile procedere con la sua richiesta. Provi più tardi”. Ulteriore segnalazione guasto, ulteriore codice 143600727 e rassicurazione che entro le 18 il problema sarebbe stato risolto. Alle 16:17 arrivava una telefonata da numero sconosciuto che diceva che i tecnici erano in arrivo, con un generatore.

Poco dopo le 17 i tecnici erano in loco e alle 18:02 il problema era risolto.

Se a qualcuno questo resoconto, sebbene dettagliato e preciso, sembra inverosimile o fantasioso, si ricreda. La fonte è assolutamente attendibile. L'utente vittima di questa situazione paradossale, infatti, sono io.

Aggiungo ancora un fatto e qualche considerazione sparsa. In primavera avevo deciso di dare una svolta ecosostenibile al riscaldamento di casa, principalmente basato su caminetto a legna e parzialmente supportato da termoconvettori a gas. Ho installato un impianto fotovoltaico con 4,5 kw di produzione e 6 kw di accumulatori. Ad esso ho affiancato un impianto di riscaldamento di convettori elettrici. Insomma, impatto ambientale zero o quasi. Ma mi ero comunque fatto, in via precauzionale, scorta di legna da ardere, non si sa mai. Meno male, visto che è servita.

La prima considerazione, è che per mia fortuna ho un fisico sano, abituato alla vita all'aria aperta e quindi non ho particolarmente patito le basse temperature che avevo in casa, malgrado il caminetto. Ma, se fossi stato vecchio e malato o con figli piccoli, come avrei potuto gestire la situazione di disagio, protrattasi per settanta ore, tonde tonde?

La seconda considerazione è che le forti nevicate erano state abbondantemente previste, tanto che era stata diramata l'allerta meteo. Perché non sono state rafforzate le squadre di pronto intervento, sia per numero di squadre che di addetti per ognuna di esse?

La terza e poi mi fermo qui, visto che in tutti i comuni ci sono ordinanze sindacali, che prevedono il taglio preventivo di piante nelle immediate vicinanze di strade e linee elettriche e telefoniche, perché non sono state fatte rispettare? Ci si augura, almeno, che i proprietari e conduttori dei fondi, la cui mancata o difettosa manutenzione ha causato la caduta piante e quindi la creazione dei problemi e dei disagi, sia adeguatamente sanzionata.

È impensabile che, in un Paese che si reputa civile e moderno, alcuni cittadini debbano subire situazioni di disagio di questa durata, per il menefreghismo di qualcuno ed il pressappochismo di qualcun altro.

Se ci sono, e ci sono certamente, dei responsabili che paghino, con la stessa puntualità con cui gli utenti pagano la loro bolletta energetica.

Ci sono già abbastanza situazioni imponderabili ed imprevedibili di difficile gestione, senza andarci ad infilare, con allegra superficialità, in condizioni da cui, con un minimo di programmazione e buon senso, si può restare fuori.

Domenico Beccaria

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