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Sanità | 05 dicembre 2019, 15:29

Anche la Cgil in piazza, sabato pomeriggio, per manifestare per mantenere ostetricia e ginecologia nel Parco della Salute

Spiegano i sindacati: "Le donne ricoverate al Sant'Anna che hanno bisogno di interventi specialistici urgenti hanno bisogno di essere trasferite. Ma questo può mettere a riscchio la loro vita. Non può andare avanti così"

Anche la Cgil in piazza, sabato pomeriggio, per manifestare per mantenere ostetricia e ginecologia nel Parco della Salute

Ci saranno anche i sindacalisti della Cgil, sabato 7 dicembre, alla manifestazione di piazza organizzata per le 15.30 in piazza Castello da parte di coloro che chiedono di mantenere l'ostetricia e la ginecologia all'interno del futuro Parco della Salute e della Scienza.

Si tratta, in sostanza, della "controparte" rispetto a coloro che invece, in passato, avevano dichiarato timori opposti, chiedendo che invece i due ospedali del Regina Margherita e del Sant'Anna rimanessero al loro posto. "L’Assessore regionale alla Sanità Icardi ha dichiarato che 'Sarà definito il futuro di Regina Margherita e Sant’Anna. La nostra proposta è risolvere la questione della carenza dei posti letto lasciando i due ospedali al loro posto. Almeno in una prima fase'. Il Sant’Anna è stato per molti anni, ed ancora è, il riferimento per gravidanza e parto – e per tutte le patologie specifiche delle donne – a livello regionale. In questa fase per noi è importante discutere l’intero modello in relazione alla rete territoriale dei consultori e dei punti nascita, anche potenziando i reparti direttamente gestiti dalle ostetriche. Al Sant’Anna, negli ultimi 20 anni, il modello è stato il più sicuro? Le donne ricoverate al Sant’Anna che necessitano urgentemente di altri specialisti (esempio cardiochirurgia o radiologia interventistica) devono essere trasferite in ambulanza ad un altro ospedale: in alcuni casi questo rappresenta soltanto un aggravio organizzativo, ma in altri significa mettere a rischio la vita della donna".

E aggiungono: "La multi-disciplinarietà è oggi indispensabile per il trattamento adeguato delle patologie. In prospettiva il numero di gravidanze continuerà a diminuire (da 37.000 a 30.000 fra il 2006 ed il 2016): diminuisce la popolazione in età riproduttiva e non aumenta il tasso di feconditàTuttavia, la percentuale di gravidanze a rischio e patologiche continuerà ad aumentare (attualmente intorno al 30% di tutte le gravidanze): aumentano l’età materna al concepimento, le gravidanze gemellari, le gravidanze da fecondazione assistita, le donne con patologie anche gravi che desiderano una gravidanza, le gravidanze dopo un taglio cesareo. Queste gravidanze devono essere trattate in un ospedale dove siano disponibili tutte le specialità mediche e chirurgiche.

Tutto questo non significa sottovalutare la questione del Regina Margherita, che deve mantenere le sue caratteristiche di ospedale generale per i bambini. Tuttavia la giusta esigenza di non perdere, con la costruzione del Parco della Salute, una eccellenza della sanità Piemontese, non deve andare a scapito della salute delle donne".

"Le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro all’Assessore Icardi e Caucino sulle politiche sanitarie e socio-assistenziali ad oggi senza risposta.

Riteniamo che un tema così rilevante e urgente debba essere discusso nelle sedi appropriate - e non con dichiarazioni sui giornali - principalmente con chi rappresenta lavoratrici e lavoratori e utenti. Il futuro del materno infantile sarà uno dei punti centrali su cui vogliamo confrontarci perché la salute delle donne non può essere considerata residuale anche in termini culturali".

comunicato stampa

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