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Eventi | 06 dicembre 2019, 18:50

''Davvero liberi di scegliere?'' Un interessante convegno oggi a Torino

L’autodeterminazione delle persone con disabilità nel loro percorso di vita

''Davvero liberi di scegliere?'' Un interessante convegno oggi a Torino

DAVVERO LIBERI DI SCEGLIERE? L’autodeterminazione delle persone con disabilità nel loro percorso di vita. È questo il titolo del Convegno, organizzato in collaborazione tra la CPD e l’Associazione I Buffoni di Corte Onlus, che si è svolto oggi, venerdì 6 dicembre presso la Sala Eventi UBI Banca di via Santa Teresa 11 a Torino e che ha registrato il tutto esaurito. L’evento è organizzato all’interno delle celebrazioni della Giornata Internazionale per le Persone con Disabilità 2019.

Un argomento, quello del Durante e Dopo di Noi, che ci sta particolarmente a cuore – sottolinea Luca Nicolino, Presidente dell’Associazione I Buffoni di Corte Onlus, Coordinatore scientifico del convegno e membro del Comitato Scientifico del Progetto nazionale, sull’autonomia delle persone con disabilità, denominato “Noi Speriamo che ce la caviamo da soli…” – Le persone stanno bene quando sono nella condizione di poter compiere delle scelte, quando possono esercitare la propria libertà, quando possono esprimere le proprie potenzialità, quando si sentono incluse, quando hanno fiducia nelle persone con le quali si rapportano, quando possono esprimersi. Questo è quanto cerchiamo di realizzare quotidianamente, mettendo in primo piano la Persona. Il nostro obiettivo è seguire sempre più il percorso di crescita delle persone con disabilità, a partire dall’infanzia sino ad arrivare all’età adulta, con attività creative ed educative, percorsi di autonomia, formazione ed affiancamento per gli inserimenti lavorativi”.

Due le sessioni:

-la prima, esperienziale, ha visto la partecipazione di due associazioni che da anni conducono percorsi di vita indipendente: la Fondazione Down FVG Onlus, che ha illustrato il Progetto di vita indipendente “Casa al Sole” e la Fundatión Catalana Sindrome de Down, che ha presentato il servizio di vita indipendente Me voy a casa.

Per la Fondazione Down FVG Onlus sono intervenuti Maria Luisa Montico, cofondatrice della Fondazione, e Cinzia Paolin, responsabile educativa e progettuale di “Casa al Sole”. Nel corso della presentazione del progetto, è stato sottolineato quanto la possibilità di realizzare un progetto di vita indipendente sia influenzato dal contesto in cui vive la persona con disabilità; la famiglia, in tal senso, rappresenta il contesto cardine che può aumentare o ridurre le possibilità di un percorso verso l’autonomia. Ne consegue che le persone con disabilità ancora prima di avere dei “bisogni speciali”, sono portatori di “bisogni di normalità”, cioè nutrono la necessità di assumere dei ruoli realmente utili per un legame concreto tra l’uomo e la società. “Non c’è inclusione, se non ci sono ruoli”, chiarisce Cinzia Paolin.

Catalina Ramón Lladó e Josep Ruf i Aixàs, coordinatori del servizio Me voy a casa, hanno spiegato che il loro progetto è nato nel 2000 dall’esigenza di attuare un passaggio dall’ottica di cura a una visione di sviluppo di autodeterminazione delle persone con disabilità, evitando l’istituzionalizzazione.

La prima parte del Convegno si è conclusa con l’intervento di Stefano Gilardi, un ragazzo con la Sindrome di Down che ha raccontato la sua esperienza personale sulle problematiche riscontrate in ambito lavorativo.

- la seconda sessione, con una veste più tecnica, ha proposto gli intervenuti di Claudio Gilardi, Presidente Comitato 162 Piemonte, che ha introdotto e sviluppato il tema del lavoro. Nel suo intervento è stato precisato che, guardando al futuro, è necessario procedere dal finanziamento di natura privata dei singoli progetti di vita indipendente a un cambiamento più sistemico, affinché la predisposizione e l’implementazione di questa tipologia di progetti possa divenire il modus operandi dei servizi socio-assistenziali.

Giovanni Battista Pietragalla, Dirigente Medico Legale ASL Città di Torino, ha spiegato il ruolo dell’ASL nell’accertamento della disabilità, con particolare riferimento al collocamento lavorativo mirato ai sensi della legge 68/99. Ha chiarito che, con riferimento alla tematica dell’inserimento lavorativo e nonostante i riconoscimenti ottenuti a livello normativo, la situazione risulti essere particolarmente problematica per le persone con disabilità intellettiva. In vista di un miglioramento di queste condizioni, è necessario compiere un profondo cambiamento culturale.

Roberto Grassi Reverdini, Notaio ha evidenziato gli elementi essenziali delle Legge sul Dopo di noi, Legge 112/2016, illustrando quali sono le agevolazioni fiscali previste.

Questa sessione si è conclusa con la presentazione del Progetto “Trust in life” e del Trust di Progetto/Multibeneficiario a cura di UBI Banca con l’intervento di Stefano Cortesi, Ubi Comunità Terzo Settore ed Economia Civile e Giulia Colombari Uni Banca Family Business Advisor. Compito del Trustee è la gestione finanziaria del progetto di vita indipendente in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore che si occupano della realizzazione di progetti.

Al termine di ogni sessione è stato dato ampio spazio al dialogo tra relatori e pubblico presente, costituito da genitori, professionisti e operatori di settore. Il tema principale su cui si è innestato il dibattito è stato rappresentato dalle difficoltà oggettive riscontrate dalle persone con disabilità nell’inserimento in ambito lavorativo. E’ emerso, infine, che l’accompagnamento e il supporto non devono interessare soltanto le persone con disabilità, bensì la comunità nella sua totalità e in particolare  il contesto lavorativo.

“La legge – ha precisato Francesca Bisacco, Presidente della CPD – riconosce solo implicitamente il Durante di noi, dando per scontato che sia naturale che la famiglia debba continuare a mantenere una situazione di convivenza con i propri figli con disabilità. Con ciò sottovaluta l’urgenza di sviluppare politiche concrete e diffuse orientate allo sviluppo di processi di autonomia per dare continuità e concretezza a tutti i processi di inclusione sociale avviati con la frequenza scolastica. Senza questa continuità si rischia di vanificare i processi evolutivi orientati a sviluppare l’autonomia nell’età adulta. La Consulta si impegnerà per lavorare in questo senso”.

comunicato stampa

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