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Cronaca | 13 gennaio 2020, 06:51

Il mistero della “Banda del palanchino” scuote Parella

Una quindicina di furti, nel giro di poche settimane, in altrettante attività commerciali del quartiere. Identica la modalità: serranda forzata con piede di porco e “pulizia” del fondo cassa

Il mistero della “Banda del palanchino” scuote Parella

Dopo gli incendi, i furti: a pochi giorni di distanza dalle fiamme alla Tana del Lupo e a un'auto parcheggiata, borgata Parella si sta ritrovando improvvisamente al centro della cronaca nera. Sarebbero circa una quindicina, infatti, i colpi notturni messi a segno da quella che è stata ribattezzata dai residenti come la “Banda del palanchino”.

A far discutere sono soprattutto le modalità, praticamente identiche: serranda forzata con un piede di porco e “pulizia” di quello che resta nel fondo cassa e di qualche prodotto. Le forze dell'ordine, nel frattempo, invitano alla cautela: “Al momento – fanno sapere dall'arma dei carabinieri – sono pervenute solamente tre denunce: le indagini sono in corso ma non c'è nemmeno la certezza che si tratti delle stesse persone. In ogni caso consigliamo, a chiunque abbia subito un furto, di denunciare”.

Mentre il mistero si infittisce, il coordinamento dei comitati attivi nella Circoscrizione 4 si è attivato offrendo la massima collaborazione: “Intendiamo - dichiara il presidente di Parella Sud-Ovest Lorenzo Paparo – dialogare sia con le forze dell'ordine che con la Circoscrizione stessa: l'idea è quella di creare una mappa dei negozi colpiti nell'ottica di una sinergia più ampia che guardi alla sicurezza e al bene comune con i vari attori del territorio; a proposito invitiamo tutti a collaborare e segnalare, perché i negozi di prossimità sono un importante presidio del territorio”.

Lo stesso coordinamento ha pubblicato online una lista, aggiornabile, delle attività colpite con i relativi contatti: “Confidiamo - aggiunge il segretario di Torinobcps Lorenzo Ciravegna – nell'operato delle forze dell'ordine e nell'impegno del comando dei carabinieri di Borgo Campidoglio”.

Marco Berton

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