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Eventi | 07 febbraio 2020, 15:32

Quel che resta di Parco Valentino: "Dopo le discussioni di luglio, abbiamo deciso di cambiare progetto"

Il patron Andrea Levy presenta l'edizione 2020 dell'evento che diventa Milano Monza Motorshow, ma che con il Gran premio parco Valentino toccherà Arona e Novara, in Piemonte: "Divergenze sull'uso del parco e delle piazze, per questo ora siamo in un autodromo, Milano non ha scippato nulla". Da piazza Castello partirà la marcia notturna delle auto sportive dell'Aci verso Monza

Quel che resta di Parco Valentino: "Dopo le discussioni di luglio, abbiamo deciso di cambiare progetto"

I motori tornano a rombare, ma il rumore non riesce a coprire del tutto le polemiche, quando si parla di Salone dell'auto Parco Valentino (di quel che ne è stato e di quel che ne sarà: il Milano Monza Motorshow).

Dopo anni di successi - di critica e di pubblico si direbbe in pieno clima sanremese - in estate si è consumata la separazione, tra l'evento e Torino, con dibattito aperto su quanto questa divisione sia stata consensuale. Non sono mancate polemiche politiche, parate e risposte e altrettanti silenzi. 

Ma la ferita è tornata a sanguinare oggi, alla presentazione dell'evento (ormai lombardo al 98%), ospitata nelle sale della Regione, in piazza Castello. Proprio dove un tempo passavano le quattro ruote e oggi si racconta soltanto ciò che succederà, a svariati chilometri di distanza. Unica concessione: la "night parade" che giovedì 18 giugno partirà da piazza Castello per portare con Aci Torino una sfilata di auto sportive verso Monza.

"In cinque anni abbiamo fatto un percorso meraviglioso, a Torino - esordisce Andrea Levy, patron della manifestazione Milano Monza Motorshow -. A luglio scorso c'erano sicuramente state alcune discussioni con l'amministrazione per l'uso del parco del Valentino o delle piazze del centro e questo ci ha portato a un cambio non solo di cornice, ma proprio di progetto: un motor show ospitato dentro l'autodromo di Monza".

Come nei fidanzamenti che si interrompono, poi, chi lascia spiega insomma che la colpa non è di chi viene lasciato. Il nuovo "amore" è una cosa diversa. "Ma non c'è stato nessuno scippo da parte di Milano o simili: all'epoca non potevamo anche parlare di Monza perché mancavano ancora alcuni passaggi, ma il Milano Monza Motorshow è una cosa diversa, cambia proprio il concetto".

E ancora: "Torino, che è la capitale dell'automobile e che è stata il passato e ancora oggi ne costruisce il presente e il futuro, sarà presente con le sue eccellenze a Monza, da Giugiaro a Pininfarina e molti altri grandi designer. Perché teniamo il nome Parco Valentino? Perché non nascondiamo che la nuova manifestazione ne è l'evoluzione e vogliamo portare con noi questo tratto di strada".

Sul Gran Premio Valentino, che dunque toccherà il nord della regione (partenza da Arona con 200 vetture di tutti i marchi, proseguendo verso Novara fino ad arrivare all curve inclinate e al percorso di Formula Uno all'interno dell'autodromo), "è bello poter mantenere l'anima dinamica della manifestazione - prosegue Levy - ma soprattutto dare sfogo alla passione dei professionisti che nonostante le difficoltà, i costi e le tasse continuano a coltivarla".

Le istituzioni piemontesi cercano di cogliere il buono sella situazione. Ciò che è rimasto almeno in parte sabaudo. "Ci siamo riuniti dopo la notizia del Salone che si trasferiva in Lombardia: ci dispiaceva, pur non entrando nel merito, anche per le sue ricadute turistiche", dice Matteo Marnati, assessore regionale all'Ambiente. "Quindi siamo contenti che si sia trovato un modo per tenere ancora un piede in Piemonte".

Massimiliano Sciullo

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