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Cultura e spettacoli | 26 marzo 2017, 07:30

Aglié, parte il restauro della Fontana dei Quattro Fiumi

Firmata la convenzione tra Polo Museale del Piemonte e Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale. Parteciperanno anche alcuni studenti e docenti dell’Università di Torino

Aglié, parte il restauro della Fontana dei Quattro Fiumi

Lo splendido Castello di Aglié, uno dei fiori all’occhiello del patrimonio culturale piemontese, sarà al centro del progetto che coinvolgerà il Polo Museale del Piemonte e il Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale, che hanno firmato una convenzione.
Nei prossimi mesi sarà avviato un cantiere d’intervento nella Fontana dei Quattro Fiumi, realizzata nel 1764 da Filippo e Ignazio Collino all’interno del giardino.

Come ha sottolineato Daila Radeglia, presidente del Polo Museale del Piemonte, l’importanza di questo progetto è anche didattica. “La definizione che diamo – ha spiegato – è quella di Cantiere pilota-Cantiere didattico, perché coniuga gli obiettivi di formazione, insegnamento e ricerca realizzando interventi di conservazione e restauro”.

La fase iniziale prevede uno studio per valutare le condizioni dell’opera e i piani di intervento. “Dobbiamo comprendere i fenomeni di degrado – ha precisato Roberta Bianchi, del laboratorio di restauro del Polo Museale – per poi dare luogo a una progettazione corretta e puntuale”.
“Focalizzeremo l’attività sulla fontana – ha aggiunto Michela Cardinali, responsabile della Scuola di Alta formazione del centro della Venaria Reale – per poi concentrarci anche sulla quinta scenica alle sue spalle. Faremo poi anche uno studio diagnostico per individuare materiali e tecniche utili alla conservazione”.
E c’è anche un accordo con il FAI per la selezione di manufatti da studiare nell’ambito di questo progetto.

Al termine del restauro, la convenzione prevede l’ampliamento di un lavoro di ricerca pubblicato nel 2005 da Lucia Caterina e Cristina Mossetti, sul tema delle decorazioni in stile orientale diffuse nelle dimore sabaude. Quello studio, che partì dai gabinetti cinesi di Villa della Regina, ha posto le basi per una importante analisi sul ruolo dell’arte orientale nelle dimore sabaude.
“La convenzione – ha spiegato Stefano Trucco, presiente del Centro di Conservazione e Restauro – ci permette infatti di lavorare anche su altri materiali e castelli. La direzione dei lavori sarà sempre affidata a Daila Radeglia, che in questo momento sta dirigendo anche i lavori di Pisa, dove il nostro centro ha preso i lavori di restauro delle vetrate del Battistero”.

Nel progetto, però, anche l’Università di Torino gioca un ruolo molto importante, perché parteciperano alcuni studenti e docenti del corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.
Diego Elia, direttore del corso di laurea, ha spiegato: “Gli studenti e i docenti restauratori parteciperano ai cantieri estivi. La caratteristica dei nostri corsi, infatti, è quella di riservare l’80% delle attività alla pratica, fin dal primo anno. L’approccio è multidisciplinare, vengono coinvolti diversi dipartimenti. La formazione di base per i restauratori è coniugata con percorsi specialistici”.

Paolo Morelli

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