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Attualità | 21 ottobre 2017, 07:40

Ex Moi, tra i residenti del quartiere che non gridano alla catastrofe

Una parte silenziosa, ma presente, di abitanti della zona, che racconta come i problemi siano stati gonfiati, restituendo un clima di terrore

Ex Moi, tra i residenti del quartiere che non gridano alla catastrofe

Nella vicenda dell'ex Moi non ci sono solo le vibranti proteste dei residenti, le paure diffuse e i racconti di episodi spiacevoli. C'è anche tutto l'universo delle persone che, vivendo di fronte o a pochi decine di metri da palazzine e arcate, parlano di una situazione meno grave e meno drammatica di quella che domina nelle cronache cittadine. Un fronte "cauto", contrapposto a quelli "caldo", da sempre protagonista delle narrazioni sull'ex Moi. Un fronte silenzioso, ma che comincia ad emergere. Nessuno nega la questione, e tutti chiedono comunque una soluzione di riqualificazione, ma toni e contenuti sono ben diversi dagli altri.

La prima a raccontarlo è una donna di oltre cinquant'anni, che ammette candidamente come "nel quartiere io faccia tutto normalmente, da comprare il giornale ad andare al bar, senza problemi né molestie". Un'altra, quasi coetanea, dice di vivere nel quartiere da vent'anni: "certo che la situazione non è ottima e la zona ha bisogno di interventi, però non ho mai avuto problemi, nemmeno per mio figlio che nel quartiere gira tranquillo". Paradossalmente, aggiunge, la situazione delle palazzine avrebbe quasi diminuito l'insicurezza: "Una volta smantellato il villaggio olimpico e il mercato è stato il momento in cui ho avuto vedente paura di girare in queste zone, dove era tutto buio e non c'era nessuno", mentre "adesso mi capita anche di passare tra le palazzine, senza che mi sia successo niente". La stessa versione è confermata da un universitario, che partecipa alle assemblee interne al Moi e che durante il Consiglio della Circoscrizione 8 aperto sul tema sostiene come "i timori di vivere lì non sono così marcati come raccontato, io e la mia fidanzata viviamo nella zona e non abbiamo mai avuto fastidi", incassando l'applauso di parte dei presenti.

Ed è tutta questa la sponda che parla della riqualificazione dell'area come di un opportunità per il quartiere, che deve essere portata avanti con l'integrazione e con una gestione razionale. La stessa sponda che sottolinea come buona quota delle persone che vive all'interno siano rifugiati e come, regolari e non, la maggior parte sia scappata da guerre o povertà. In molti lo dicono senza mezzi termini: "Si ha paura perché qualcuno è entrato dentro con la telecamera spianata, provocando le persone per dare l'idea di un posto pericoloso".

Bernardo Basilici Menini

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