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Attualità | 21 ottobre 2017, 13:21

Libero scambio: anche Borgo Dora ne chiede lo spostamento

Bessone (M5S): “Già individuata un’area, sarà spostato tutto lì entro inizio 2018”. Ma commercianti e comitati chiedono attenzione e alcuni sono pronti alle vie legali

Libero scambio: anche Borgo Dora ne chiede lo spostamento

Il Canale dei Molassi, questa mattina, era vuoto. Nel rispetto della sospensione, il mercato non si è tenuto, né lì né a San Pietro in Vincoli. La stessa cosa avverrà domani in via Carcano. Operatori e rappresentanti dell’associazione ViviBalon, che organizza i due mercati del libero scambio (quello a Borgo Dora e Barattolo), hanno avvisato tutti i venditori e si sono presentati stamattina a verificare che qualcuno non decidesse di venire a vendere lo stesso.
Nel frattempo, alcuni rappresentanti dell’associazione sono andati al funerale di Maurizio Gugliotta, come doveroso atto di rispetto nei confronti della sua famiglia. 

Al Canale, però, c’erano anche comitati, residenti, consiglieri della Circoscrizione 7 e commercianti del Cortile del Maglio, del Balon e di Porta Palazzo. La sospensione del mercato del libero scambio è stata ben accolta – senza tuttavia dimenticare la tragedia che ha portato a questa decisione – ma chi si oppone a questo mercato chiede provvedimenti definitivi.
Intanto lo spostamento, poi, dopo aver individuato una nuova collocazione, maggiori controlli. 

“Si sta valutando di spostare tutto in un posto definitivo – ha spiegato Stefania Bessone, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Circoscrizione 7 – ed è già stata individuata un’area. Lo spostamento avverrà tra fine 2017 e inizio 2018”. Sul luogo, però, c’è ancora il massimo riserbo. Nel frattempo, dopo la sospensione, i mercati riprenderanno la regolare attività in attesa.
“La città deve intervenire – ha ribadito Patrizia Alessi, consigliera di Fratelli d’Italia alla 7 – perché l’associazione che organizza il mercato non può fare tutto da sola”. 

Commercianti e comitati denunciano la scarsità di attenzione riservata all’area di Borgo Dora, che ospita il libero scambio da 17 anni. “Ci sono aziende che sono fallite – ha attaccato Franco Trad, architetto e presidente dell’Associazione Cortile del Maglio – e ho visto dei giovani piangere perché avevano investito qui e hanno perso tutto”.
Il mercato del libero scambio farebbe da deterrente per i clienti, diminuendo il giro di affaridei commercianti, già colpiti dalla crisi. “Le aree non sono idonee – ha ribadito Adriana Romeo, presidente dei Comitati Riuniti di Porta Palazzo – e anche la presenza dei parcheggi favorisce le occupazioni abusive. La Giunta comunale non ci ascolta, anzi ci ha fatto perdere sei mesi di tempo quanto intendeva spostare tutto al Ponte Mosca”.

Anche Simone Gelato, presidente dell’Associazione Commercianti del Balon, conferma i problemi di convivenza. Anzi, cala il carico quando anticipa che, se la situazione non dovesse sbloccarsi, sarebbe pronto a portare tutto in Tribunale per chiedere i danni (d’immagine e di guadagno) a ViviBalon.
“Oggi – ha spiegato – è una giornata di normalità, non ci sono abusivi e ci sono controlli. Ma è incredibile che questa situazione sia dovuta all’eccezionale gravità di quanto accaduto. Il libero scambio, nei fatti, non è mai stato un aiuto alla povertà. Siamo disponibili a un progetto comune per affrontare il problema, ma non con ViviBalon”. I rapporti tra le due associazioni sono tutt’altro che idilliaci. Al centro, però, restano due questioni: il mercato del libero scambio come mezzo di contrasto alla povertà, la tenuta del valore degli immobili e delle attività commerciali nel quartiere che lo ospita. Due necessità che, al momento, appaiono diametralmente opposte.

Paolo Morelli

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