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Collegno-Rivoli-Grugliasco | 26 gennaio 2018, 16:54

Blocco auto "a macchia di leopardo": i Comuni dell'hinterland lanciano una proposta a Torino

Protocollata oggi in Città metropolitana una richiesta di Collegno, Grugliasco e Rivoli - insieme a Beinasco, Settimo, Nichelino e Moncalieri - per trovare una modalità d'azione condivisa, contro le pm10, nel rispetto del Protocollo Padano

Blocco auto "a macchia di leopardo": i Comuni dell'hinterland lanciano una proposta a Torino

Grugliasco, Collegno, Rivoli. Ma anche Beinasco, Settimo, Nichelino e Moncalieri. Ecco i sei Comuni della cintura di Torino che hanno deciso di mettersi insieme, prendere carta e penna e dire la loro sulla questione ambiente e stop alle auto. Soprattutto per quanto riguarda le discrepanze con Torino, ormai all'ordine del giorno. E per trovare una quadra, sono anche disponibili a venire incontro al capoluogo, ma chiedono altrettanta disponibilità in cambio. "Ci blocchiamo tutti insieme, sulla base di una centralina torinese, ma con orari comuni e rilevazioni condivise", il succo della questione.

La questione, ormai, è nota: pur esistendo un Protocollo Padano che indica limiti, modalità e forme di intervento in caso di cattiva qualità dell'aria, spesso il Comune della Mole ha fatto diversamente. A cominciare dagli orari (dalle 8 invece che dalle 8.30 e fino alle 19 invece che fino alle 18.30, con evidenti disagi per chi si muove dalla cintura per arrivare in città, per esempio per portare i figli a scuola). Ma anche con tempi e modi di rilevazioni diversi, tali per cui spesso il semaforo è verde fino al confine col capoluogo, salvo poi "irrigidirsi" entrando in Torino.

Stamattina è stato così protocollato un documento presso la Città Metropolitana in cui si avanza una proposta, da parte dei sette Comuni del circondario. "Con una decisione dettata dalla responsabilità e da un'attenzione verso l'ambientalismo pragmatico, i Comuni dell’hinterland torinese si fanno carico di qualche piccolo disagio in cambio di una migliore qualità dell’aria. Perché si è perso già troppo tempo. I blocchi a singhiozzo comunicati con pochissimo preavviso hanno creato incertezza. Gli orari dei blocchi torinesi hanno generato difficoltà non solo ai lavoratori, ma anche ai genitori che devono accompagnare i figli a scuola", si legge nel documento.

E ancora, sui blocchi "progressivi" attuati a volte dalla Giunta Appendino: "Il blocco dei veicoli euro5 invece ha rappresentato un valore ideologico che, tra tutti i Comuni italiani che hanno adottato misure antismog, è stato attivato solamente dal comune di Torino; tale provvedimento ha creato gravi disagi a chi, con vari sacrifici, ha acquistato una vettura pochi anni fa ed a chi, dall’altra parte, doveva controllare le categorie da bloccare. Non abbiamo più tempo, occorre andare oltre le ideologie ed i limiti pregiudiziali, e per questo motivo concediamo di buon grado questa piccola porzione di sovranità territoriale:
chiederemo ai nostri cittadini di tollerare qualche blocco in più rispetto a quanto
avviene oggi, ma Torino dovrà adeguarsi agli orari definiti dal protocollo padano, dovrà altresì adeguare le modalità di rilievo coi due giorni settimanali, eliminare l’inutile blocco dei veicoli Euro5 ed infine dovrà decidere, assieme a noi, quale delle centraline torinesi (esclusa Rebaudengo) vada adottata come campione".

"Non è una sfida ardua, si tratta semplicemente di attenersi a quanto stabilito in sede interregionale e ministeriale. Noi spiegheremo ai nostri cittadini che, al prezzo di qualche disagio, la strada giusta è questa".

Ora la palla passa al Comune di Torino e alla giunta a Cinque stelle. "Questa è la nostra proposta, nel solco del Protocollo Padano - spiega Raffaele Bianco, assessore alla Viabilità di Grugliasco - e proprio oggi siamo stati convocati per un tavolo sulla qualità dell'aria per il 31 gennaio. Vedremo quale sarà in quell'occasione la risposta del capoluogo".

Massimiliano Sciullo

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