"Da settimane chiediamo alla Sindaca Appendino di incontrare i vertici di IOL e di prendere una posizione chiara sull’ipotesi di chiusura della sede torinese di Italiaonline (ex Seat Pagine Gialle). Le poche risposte e i balbettii dei vertici aziendali di IOL, durante gli incontri con i consiglieri comunali, avevano indotto il Consiglio a chiedere con forza l’intervento delle Istituzioni per prevenire il peggio". Lo ha detto il vicepresidente Consiglio Comunale, Enzo Lavolta, commentando la situazione lavorativa a Torino, in particolare per quanto riguarda la possibile chiusura della sede cittadina di Italiaonline.
"Dopo un lungo periodo di cassa integrazione a zero ore per 104 lavoratori e la cassa a rotazione per altri 170, che avrebbero dovuto costituire il presupposto per una riorganizzazione aziendale, oggi è stata purtroppo annunciata, dai dirigenti dell’azienda nel corso di un incontro con i sindacati in Assolombarda, l’intenzione di chiudere la sede di Torino e i relativi 248 esuberi, confermando le nostre preoccupazioni ovvero che i “predatori” di IOL hanno fatto profitto sulle spalle dei lavoratori torinesi".
"Appendino - ha concluso Lavolta - dimostri di essere capace di difendere l’interesse di Torino, delle lavoratrici e dei lavoratori di IOL, e svesta i panni della spettatrice silente. Ci aspettiamo che il 16 marzo prossimo si sieda al tavolo convocato al MISE al fianco del Presidente Chiamparino".
A rincarare la dose ci ha pensato il capogruppo Forza Italia in Comune, Osvaldo Napoli: "Torino e il Piemonte, ormai da lunghi mesi, sopportano una crisi industriale di notevole rilevanza. L'ultima in ordine è il licenziamento di oltre 250 persone in Italiaonline (ex Seat). Desidero ricordare anche la Comital, l'Embraco ed anche la cassa integrazione nel settore automobilistico di lusso, solo per fare alcuni esempi. Credo, alla luce di questo, che né il mondo industriale, né il mondo politico da soli possano riuscire a districare una matassa occupazionale diventata per Torino e il Piemonte estremamente critica. Prendiamo un'iniziativa comune, e ne siano propulsori Chiamparino e l'Appendino, finalizzata ad un incontro per un tavolo rappresentativo, perché ognuno presenti le sue ricette per il superamento di questa crisi. Se non lo facciamo, la gente non crederà più né nella politica né nel mondo produttivo economico".













