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Eventi | 03 maggio 2018, 09:35

Al Circolo dei Lettori di Torino il braidese Pier Luigi Berbotto

Grande successo per la presentazione di "Scende la sera nel giardino antico" avvenuta alcuni giorni fa

Al Circolo dei Lettori di Torino il braidese Pier Luigi Berbotto

Sono trascorsi pochi giorni da quando la luce che attraversava le grandi finestre di palazzo Graneri della Roccia mi avvolgeva come se mi volesse purificare al momento di condividere la presentazione del romanzo dell'Amico Pier Luigi Berbotto Scende la sera nel giardino antico.

Non me ne voglia Pier Luigi se non traccio, per inadeguatezza, un pensiero letterario sulla sua opera editoriale, certo come sono di aver percepito l'attenzione degli ospiti nella sala gremita ad ascoltare ogni sua singola parola, ogni sua frase senza mai dominarla o appiattirla, poiché essa stessa sorgeva luminosa accarezzandoci fino a dissolversi. La presenza, alla sua destra, della scrittrice Marina Rota ha contribuito ad accompagnarci in pagine che hanno la levità del sogno e la concretezza documentata del quadro d'ambiente.

Dove rivive quel pugno d'anni cui toccò il nome, seducente ma impegnativo, di Belle-Epoque. E dove, accanto a personaggi filtrati dalla fantasia dell'autore, altri se ne incontrano chiaramente inscritti nella realtà storica: Arturo Graf e Gabriele D'Annunzio, e ancora Eleonora Duse, Giacomo Grosso, Igor Stravinskij.

Ma primo tra tutti, in ordine di tempo e di peso nell'economia della vicenda narrata, Lui: il poeta dolce ma caustico, giocoso e malinconico insieme: Guido Gozzano. Sorridono, sullo sfondo, una Torino liberty e un Canavese tratteggiati dall'autore con quell'accattivante felicità evocativa che già fu di Concerto rosso e degli altri suoi romanzi torinesi. E solo alle ultime pagine troverà risposta il sottile enigma che sembra avvolgere i due protagonisti, Guido e Carlotta, illuminando retrospettivamente di immaginaria veridicità la loro contraddittoria intesa.

L'amica e scrittrice francese Elisabeth Fabre Groelly ha voluto testimoniare la sua presenza non attraverso la semplice lettura d'un passo, ma evidenziando il cammino narrativo dello scrittore nutrito dai succhi di un'antica Bellezza e dal potere rigenerante della Parola. Parlando di Pier Luigi Berbotto non posso infine esimermi dal dare marcata menzione alla sua amata compagna di vita: colei che "cercavo lontano e ce l'avevo a due passi", come lui stesso ebbe a dire in una sua vibrante pagina autobiografica. Ciao Wilma!

c.s.

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