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Economia e lavoro | 15 gennaio 2019, 13:25

Ecobonus e FCA, ecco chi rischia: ci sono 5 modelli prodotti a Mirafiori e Grugliasco

Dopo l'annuncio di ieri dell'ad Manley di ripensare gli investimenti in Italia, il sindacato metalmeccanico di Cisl lancia l'allarme: "A rischio almeno 20mila posti di lavoro in Piemonte". Nel mirino Levante, Ghibli, Quattro Porte, Gran Turismo e Gran Cabrio. Chiarle: "Il governo favorisce il lavoro all'estero ai danni di quello nel nostro Paese. Fa il contrario di quello che dice"

Ecobonus e FCA, ecco chi rischia: ci sono 5 modelli prodotti a Mirafiori e Grugliasco

Se la battaglia sull'Ecobonus si combatte, al momento, a colpi di slogan e affermazioni (parata e risposta, a seconda dell'interlocutore), come si traduce, in concreto lo strumento di (dis)incentivo che il governo sta studiando per il settore automotive e che tanto spaventa Fca?

I timori che Mike Manley ha palesato ieri parlando da Detroit, dove ha parlato apertamente di una "revisione degli investimenti" in Italia in caso di ecobonus confermato finiscono per coinvolgere molto da vicino soprattutto il territorio torinese. Lo rivela un'analisi elaborata da Fim-Cisl, che ha fatto - come a scuola - la lavagna dei "buoni" e quella dei "cattivi".
E se nei buoni (ovvero quelli che di fatto vengono favoriti dall'ecobonus) vengono contate tutte le produzioni realizzate da case concorrenti all'estero, in castigo ci finiscono un sacco di modelli FCA realizzati in Italia, buona parte dei quali a Mirafiori e Grugliasco.

E così, tra i modelli elettrici, sorridono le Bmw I3, le Citroen C-Zero e E-Mehari, le Hyundai Ioniq e Nuova Kona, la Kia Soul, la Mitshubishi i Miev, le Nissan Leaf ed Evalia, le Peugeot iOn e Tepee, la Renault Zoe, le Smart EW a due e quattro posti, la Tesla model 3 e le VolksWagen eGolf ed eUp. Gli ibridi sorridono ad altre Bmw (serie 2 e serie 5), alla Hyndai Ioniq, alle Kia Optima, anche nella versione SW e Niro Phev, la Mercedes GLC, la Mitshubishi Outlander, la Mini Countryman e le Toyota Prius plug in e full hybrid.

I dolori per Fca in Italia (e nel nostro territorio), arrivano dall'altra colonna, quella dei modelli penalizzati dall'ecotassa: spiccano in mezzo ai modelli prodotti a Cassino, a Modena (Maserati), a Melfi e ad Atessa anche il suv Maserati Levante "di casa" a Mirafiori - in attesa della 500 elettrica, se mai arriverà - ma anche la Ghibli B e la Quattroporte realizzate a Grugliasco, inseme alla Gran Turismo e alla Gran Cabrio.

"Il governo fa il contrario di quello che dice - commenta Claudio Chiarle, segretario provinciale di Fim Cisl -, favorisce il lavoro all'estero e mette a rischio licenziamento i lavoratori italiani di FCA". "I numeri - prosegue - dicono che in Italia sono oltre 80mila i dipendenti, di cui circa 20mila in Piemonte. Il governo ritiri subito l'ecobonus e lo faccia coincidere con le produzioni dei modelli elettrici italiani, solo così si proteggono le nostre produzioni e il lavoro nel nostro Paese. Imparino dai francesi, che non sono nazionalisti a parole o con la propaganda".

“L'annuncio di Fca sulla revisione del piano di investimenti in Italia dopo l'introduzione dell'ecotassa è la limpida testimonianza dei danni che può creare un governo dilettante ed incompetente anche quando interviene su temi condivisibili”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo del Pd in commissione Finanze della Camera.

“Far pagare chi inquina a vantaggio di chi lo fa molto meno è un approccio giusto, tuttavia la sua applicazione lo rende iniquo e inefficace, come hanno già sottolineato numerosi analisti del settore. La norma non tiene infatti conto dei chilometri percorsi e dello stile di guida: quindi la tassa non sarà proporzionale al reale inquinamento prodotto. Allo stesso tempo questo provvedimento non è stato concertato con le imprese del comparto, creando quindi gravi problemi a chi aveva avviato una seria e dettagliata programmazione di investimenti ed assunzioni".

"L'Italia sta perdendo ogni credibilità con gli investitori internazionali inventandosi tasse controproducenti senza nessun beneficio per i cittadini e per la loro qualità della vita”, conclude Silvia Fregolent.

Massimiliano Sciullo

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