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Eventi | 27 aprile 2019, 15:45

Dopo il libro anche il film: domenica 28 arriva il documentario su Franco e Gianni

Al cinema Massimo, in occasione di Lovers, sarà proiettata la pellicola dedicata alla prima coppia omosessuale che si unì civilmente a Torino, nel 2016, dopo oltre 50 anni di relazione

Dopo il libro anche il film: domenica 28 arriva il documentario su Franco e Gianni

Prima un libro, ora anche un documentario. La storia di Franco e Gianni continua a essere una vicenda da raccontare e da tramandare. E così, dopo la presentazione del volume su di loro, presentato in occasione dell'ultimo Salone del Libro, sta arrivando agli ultimi rintocchi il conto alla rovescia per l'uscita del film che porterà la loro vicenda sugli schermi: "Noi siamo famiglia. Franco e Gianni, una storia di Torino". Furono loro, infatti, il 6 agosto del 2016, la prima coppia omosessuale a unirsi civilmente sotto la Mole, al culmine di una storia d'amore durata oltre 50 anni.

L'appuntamento è fissato per le 18.15 di domenica 28 aprile, presso il Cinema Massimo, nell'ambito del cartellone che scandisce l'edizione 2019 di Lovers. "Raccontare le testimonianze belle e positive del nostro Paese ci permette di dare speranza e coraggio ai tanti e alle tante che vivono ancora situazioni di solitudine, emarginazione e disagio: grazie a questo film Franco e Gianni, così come tante altre coppie, sono usciti dal cono di indifferenza - commenta Stefano Francescon, attivista LGBT e ideatore del film -. Abbiamo pensato dunque che dopo il successo del romanzo, l'impegno di Gianni e di tutti noi dovesse continuare nel raccontare la sua vita e la sua storia. Diversi amici di Gianni tra cui la sindaca Chiara Appendino e Giovanni Minerba, il presidente del Lovers Film Festival, raccontano frammenti di vita vissuta".

La pellicola è scritta e diretta da Angelo D’Agostino e Marta Lombardelli ed è prodotta da Lacumbia Film. "Questa è una storia d'amore di Torino - conclude Francescon - per Torino e per l'Italia, da cui prendere esempio, soprattutto in questo periodo politico in cui si sta tentando di ritornare al Medioevo. Anche per questo è importante la presenza del Pride nelle immagini, nei volti e in quello che rappresenta la Torino dei diritti per cui noi combattiamo".

M.Sci

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