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Economia e lavoro | 30 settembre 2019, 18:40

"Il mondo dell'auto ha bisogno di risposte urgenti: bene la visita di Conte. Appendino ha tifato per Torino"

Il presidente Gallina tira le fila dell'Assemblea: "Un botta e risposta importante per il territorio". E intanto Torino valuta come muoversi per il 2030 e si candida a Capitale della cultura d'industria 2020

"Il mondo dell'auto ha bisogno di risposte urgenti: bene la visita di Conte. Appendino ha tifato per Torino"

Alla fine, quando la sala si è svuotata sotto i tetti della vecchia fabbrica di auto e rimangono solo file di sedie e pannelli che vengono pian piano smontati, sono le sensazioni quelle che restano, i bilanci. Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino, si guarda intorno e ha negli occhi una luce di soddisfazione. Quella ospitata da TNE è stata la sua ultima assemblea da numero uno, ma è stata anche un caso quasi unico: quella in cui è stata fatta una richiesta al mondo della politica e, nel giro di pochi minuti, è arrivata la risposta.

Il tema, come è noto, è quello dell'auto: gli industriali torinesi non hanno fatto in tempo a chiedere maggiore attenzione al governo sul fronte automotive che subito, per voce della sindaca Chiara Appendino, è arrivata una data: il presidente Giuseppe Conte sarà in città il 22 ottobre per parlare di Area di crisi complessa, quindi di automotive.

"Il settore auto è strategico - dice Gallina - e deve avere risposte urgenti, proprio come quelle che ha ottenuto oggi sulla presenza del premier. E parlare di Area di crisi vuol dire concentrarsi sull'auto. Avere già oggi una data vuol dire che la sindaca Appendino ha tifato per Torino".

Una risposta rapida, ma che non coglie impreparati gli industriali: "A Conte proporremo idee sulla transizione verso l'elettrico, ma collocate nella giusta tempistica, con gradualità. E poi diremo che bisogna investire sulle reti infrastrutturali e sulle competenze delle risorse umane. Infine, il nostro invito sarà a lavorare sull'attrattività del territorio per attirare investimenti. Per questo oggi abbiamo voluto mostrare TNE e il futuro Competence center per dare un messaggio su quello che vogliamo fare e sugli spazi che avremo a disposizione anche per chi vorrà arrivare a insediarsi da fuori". Con l'auto sempre sotto i riflettori: "FCA e Maserati con i nuovi investimenti hanno tracciato una linea - conclude Gallina - ed è la linea intorno alla quale dobbiamo costruire la filiera innovativa. Quando sarà a Torino presenteremo il nostro documento di programmi e richieste al premier Conte".

Intanto, anche la proposta lanciata proprio dal presidente degli industriali torinesi durante la sua relazione introduttiva - quella di un piano per pensare la Torino del 2030, con destinatario la Camera di Commercio - ha ottenuto riscontri in poco tempo. "L'idea di pensare una Torino del 2030 è necessario - ha commentato Vincenzo Ilotte, presidente camerale torinese -, ma deve essere un progetto spendibile a livello internazionale. Serve una visione di futuro più ampia, non solo legata a livello locale o presentata solo a Roma, altrimenti non andiamo lontano. Dobbiamo attrarre capitali e interessi".

Ma prima del 2030 c'è un'altra data cara al mondo industriale, quella del 2020. Il prossimo anno, quello in cui l'Unione spera di aggiudicarsi il titolo di "Città della cultura d'impresa". Un riconoscimento che nel 2019 è andato a Genova. E che cadrebbe proprio per i 110 anni di Confindustria nazionale. "Il dossier di candidatura è partito ieri - racconta Giuseppe Gherzi, direttore dell'Unione Industriale di Torino - e contiene tutti gli elementi a sostegno della città, a partire dalla sua storia manifatturiera". "Al momento - conclude - non sappiamo chi siano gli altri contendenti".

Massimiliano Sciullo

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