Gabinetti non funzionanti. Oppure se accessibili senza carta igienica, sporchi e con gli scarichi in alcuni casi otturati da escrementi, dovuta anche alla mancanza di manutenzione. È questa la condizione in cui si presentano i bagni pubblici usati dai conducenti dei bus e tram Gtt, mentre sono in servizio a Torino e nella prima cintura.
Una problematica ancora più penalizzante per le donne, costrette spesso a rinunciare all'uso dei servizi a causa di condizioni igieniche inaccettabili. A raccogliere le segnalazioni degli autisti il consigliere della Lega Giuseppe Catizone, che ha presentato un'interpellanza sul tema.
Le ragioni della protesta
L'iniziativa nasce a seguito della formale richiesta di incontro mandata, lo scorso 30 gennaio, dalla Rsu Viaggiante Urbano al Gruppo. Le segnalazioni descrivono una realtà "diffusa e insostenibile", in cui i dipendenti si trovano sistematicamente nell’impossibilità di usufruire di bagni funzionanti e decorosi.
"Non è solo una questione di decoro, ma di salute e sicurezza sul lavoro" dichiara l'esponente del Carroccio, che aggiunge: "È inaccettabile che in una città come Torino si faccia ancora affidamento su bagni chimici per siti storici e fissi, una soluzione che dovrebbe essere solo temporanea".
Focus sulla dignità delle lavoratrici
Un punto centrale dell’atto riguarda il personale femminile. Le attuali condizioni igieniche risultano particolarmente penalizzanti per le lavoratrici, costrette spesso a rinunciare all’uso dei servizi. Da qui l'atto di Catizone, che chiede un censimento immediato dello stato dei bagni pubblici GTT, oltre ad un "cronoprogramma certo per eliminare i bagni chimici a favore di strutture in muratura o moduli prefabbricati con allacciamento idrico".
In parallelo l'auspicio è che vengano avviati verifiche "puntuali sui contratti di pulizia e manutenzione". Il consigliere della Lega ha poi depositato un'interpellanza che punta i riflettori sulle criticità che affliggono le officine Gtt di Manin, Tortona e Venaria.


















