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Eventi | 26 novembre 2019, 18:00

"Fare rete per l'inclusione sociale", a Torino l'evento annuale contro povertà e marginalità

Nella prestigiosa cornice della Scuola Holden

"Fare rete per l'inclusione sociale", a Torino l'evento annuale contro povertà e marginalità

Si è svolto questa mattina, nella cornice della Scuola Holden, l’incontro “Fare rete per l’inclusione sociale. L’alleanza con i territori nella sfida alla povertà”. L’evento annuale, promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dal Fondo sociale europeo, che la Città ha avuto l’onore di ospitare, è stato un approfondimento sulle attività, sui risultati raggiunti e sulle prospettive di nuove opportunità di finanziamento grazie al Programma operativo nazionale (PON) inclusione (FSE 2014-2020).

Il programma propone misure e servizi innovativi contro la povertà e la marginalità sociale in Italia.

Secondo i dati forniti questa mattina dall’Autorità di gestione del Pon inclusione, sono oltre 1 milione le famiglie che ricevono un sostegno al reddito, vale a dire 2 milioni di individui a cui, se si aggiungono coloro che beneficiano della pensione di cittadinanza, si arriva a 2 milioni e 200mila.

Dagli interventi di questa mattina, inoltre, è emerso che in Piemonte sono 108mila le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e 7mila800 la pensione di cittadinanza; a Torino ricevono la misura di sostegno al reddito 17mila persone.

Sono stati presentati i progetti delle Città di Napoli sul tema del rafforzamento dei servizi territoriali per l’attuazione delle misure di sostegno al reddito, di Torino sul contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione delle persone senza dimora e l’iniziativa del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura nelle regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

L’intervento sull’esperienza torinese si è focalizzato su due progetti inseriti nel piano di inclusione sociale attuato dall’Amministrazione comunale nel 2018 per contrastare le povertà e incrementare processi che favoriscano l’inclusione sociale.  Il piano è teso a rafforzare la capacità del welfare cittadino a sviluppare approcci e modalità di intervento innovativi, capaci di adattarsi ai nuovi bisogni e alle crescenti esigenze della componente più fragile della popolazione, gestiti in partenariato con tutta la realtà del terzo settore attraverso accordi di collaborazione.

Si tratta dei progetti Housing First e Servizio S.t.r.a.D.o.c. strutturati nell’ambito degli interventi a favore dei cittadini senza dimora. Il primo è un modello volto a contrastare la grave emarginazione adulta e prevede l’inserimento in appartamenti indipendenti di persone senza dimora con problemi di salute o in situazioni di disagio socio-abitativo di lungo termine e il loro coinvolgimento in percorsi di benessere e integrazione sociale.

Dallo scorso anno sono stati avviati venticinque percorsi che coinvolgono cinquanta persone.  Il Servizio S.t.r.a.D.o.c. medicina senza dimora è rivolto alla popolazione homeless con problemi sanitari e in grave stato di marginalità.

L’intervento è realizzato in collaborazione con i dipartimenti dipendenze e salute mentale dell’Azienda Sanitaria Locale nell’ambulatorio di via Sacchi 49, nelle case di ospitalità notturna in via Ghedini 6 e strada Ghiacciaie 68 e coinvolge il servizio itinerante notturno che opera quotidianamente sul territorio cittadino. Nel 2018 sono stati rilevati 584 incontri.

All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri, la vicesindaca della Città di Torino, Sonia Schellino, il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Stanislao Di Piazza e la rappresentante della Commissione europea Adelina Dos Reis.

Con il Programma operativo nazionale inclusione 2014-2020, per la prima volta, i fondi strutturali sostengono le politiche di inclusione sociale. Il PON, in particolare, contribuisce al processo che mira a definire i livelli minimi di alcune prestazioni sociali, affinché queste siano garantite in modo uniforme in tutte le regioni italiane, superando l’attuale disomogeneità territoriale.

In particolare il piano si struttura su cinque assi di intervento: il sostegno alle persone in povertà e marginalità estrema; i sistemi e modelli di intervento sociale; la capacità amministrativa per innovare le modalità organizzative, rafforzare le competenze del personale e per migliorare l’efficienza e l’assistenza tecnica che supporta l’Autorità di gestione nelle fasi di attuazione del piano.

comunicato stampa

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