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Economia e lavoro | 10 gennaio 2020, 10:40

Eataly guarda verso Londra e l'America, ma intanto cambia i vertici: Guerra lascia le cariche operative

Nicola Farinetti, figlio dell'albese Oscar, resta amministratore delegato

Eataly guarda verso Londra e l'America, ma intanto cambia i vertici: Guerra lascia le cariche operative

Sarà un 2020 ricco di nuove sfide, per Eataly. E le prime settimane dell'anno non tradiscono le attese. Mentre il grande marchio commerciale del cibo di qualità guarda verso Londra e l'America, infatti, sono stati ufficializzati in queste ore alcuni cambiamenti ai vertici della società.

In particolare, Andrea Guerra - pur mantenendo la presidenza - lascia le cariche operative e la gestione corrente, mentre Nicola Farinetti, figlio di Oscar, resta amministratore delegato. Un cambio di governance che ha ottenuto il semaforo verde dal cda e che raccoglie i ringraziamenti proprio del fondatore di Eataly: "Da Guerra è arrivato un contributo decisivo per la nostra struttura e la nostra azienda e per il suo sviluppo. Con lui abbiamo raggiunto una crescita professionale e una forte focalizzazione geografica. Un apporto umano, oltre che manageriale".

E così, dopo 5 anni, Guerra (già amministratore delegato di Luxottica) fa un passo di lato e lascia la presidenza operativa. "Ma ho la consapevolezza - spiega - che abbiamo compiuto un percorso che ha rafforzato la società nel mondo".

Albese, 65 anni compiuti nello scorso settembre, Oscar Farinetti ha fondato Eataly dopo una lunga esperienza al timone di Unieuro, società fondata dal padre Paolo nel 1967 e sotto la sua guida diventata una delle più importanti catene italiane della grande distribuzione nel settore dell'elettronica e degli elettrodomestici. Nel 2003 la vendita agli inglesi del gruppo Dixon, per un controvalore di 400 milioni di euro e, l'anno successivo, la nascita del gruppo degli "alti cibi", che a febbraio presenterà i conti del 2019. Numeri che si annunciano in crescita, anche se restano da capire i tempi e i modi per una quotazione in Borsa annunciata ormai da alcuni anni e finora sempre rimandata.

Ezio Massucco e Massimiliano Sciullo

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