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Economia e lavoro | 10 marzo 2020, 17:38

In via Po scatta la serranda abbassata: "Troppe perdite. Riapriremo quando tutto sarà passato" [FOTO]

Tanti gli esercenti che hanno scelto di tenere chiusi negozi e locali di ristorazione, dopo l'inasprimento delle restrizioni per l'emergenza Coronavirus

In via Po scatta la serranda abbassata: "Troppe perdite. Riapriremo quando tutto sarà passato" [FOTO]

All'indomani della stretta sui divieti per l'emergenza Covid-19, la risposta della Torino commerciale, come c'era da aspettarsi, è di resa per motivi di forza maggiore. In via Po diversi esercenti hanno deciso di tenere chiusi finché la situazione non sarà ritornata nella norma: un po' per tutelare se stessi e i clienti, un po' per evitare ulteriori dispersioni economiche dopo giorni di forte crisi del settore. 

E, in effetti, pochissime erano le persone a spasso nel pieno pomeriggio di oggi, a eccezione di qualche famiglia e i proprietari di cani con i loro amici a quattro zampe. 

Il bar di piazza Castello che si affaccia sulla stazione dei taxi ha affisso un cartello: "Chiuso a tempo indeterminato perché il locale non può garantire le distanze di sicurezza e non può più sostenere le gravi perdite che si protraggono da venti giorni".

E così anche il Caffè Roberto e il Bar dell'Università, la gelateria Alberto Marchetti, la Torteria Berlicabarbis e la Piadineria, che auspica "una pausa breve", scegliendo intanto di proteggere "la nostra amata clientela". Desolante anche lo scenario delle Bouquinistes, i venditori di libri usati in zona Rettorato, che hanno optato per una chiusura quasi totale.

Ma sono soprattutto i beni di "non prima necessità" a fare volutamente un passo indietro. Come le catene Intimissimi e Calzedonia, e Corrado nel settore calzature. Altri piccoli negozi di abbigliamenti resistono, pur essendo vuoti.

La confinante associazione di commercianti Borgo Po ha comunicato, in una nota, la sospensione di ogni attività, condividendo lo slogan "io resto a casa": "Pur rispettando la scelta del singolo - scrivono -, si auspica un allineamento generale, richiamando al senso civico, che, in una situazione di emergenza nazionale, dovrebbe prevalere su quello individuale". I negozianti garantiscono comunque, come per ogni altra zona della città, il regolare servizio di alimentari e farmacie. 

Manuela Marascio

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