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Cronaca | 20 aprile 2020, 17:52

La richiesta del sindacato Sappe alla Regione: "Test sierologici per tutto il personale della Polizia Penitenziaria"

Frediani: "Situazione preoccupante. Si proceda il prima possibile con tamponi su larga scala su detenuti, agenti e operatori"

La richiesta del sindacato Sappe alla Regione: "Test sierologici per tutto il personale della Polizia Penitenziaria"

Questa, di seguito, la lettera aperta indirizzata alla Regione Piemonte da parte del sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, con la richiesta di test sierologici per tutti gli agenti per contenere la diffusione del coronavirus.

"L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19, che permane sull’intero territorio nazionale, negli ultimi giorni, appare particolarmente preoccupante per il territorio Piemontese. La situazione è particolarmente preoccupante all’interno del carcere Lorusso e Cotugno, ove si è registrato un aumento dei soggetti positivi tra la popolazione carceraria.

Al fine di tentare di contenere il diffondersi del virus tra i detenuti, specifiche zone dei padiglioni dell’istituto sono stati destinati a ristretti risultati positivi al Covid-19, senza tuttavia premurarsi di dotare tutti gli agenti in servizio presso tali locali di idonee protezioni quali calzari, tuta, mascherine e visiera. Infatti, gran parte degli agenti ha prestato servizio solo con l’ausilio delle mascherine,
dotazioni non sufficientemente tutelanti nel caso di contatto diretto con detenuti Covid-19, come anche
denunciato dal R.L.S. del Carcere Torino.

Gli agenti di Polizia Penitenziaria, che sono impegnati quotidianamente in “prima linea” ed esposti costantemente al rischio di contagio, temono non soltanto per la propria incolumità, ma soprattutto per quella dei propri famigliari conviventi.
Alla luce del grande sacrificio che gli stessi stanno compiendo, appare doveroso un intervento urgente al fine di non lasciargli in balia degli eventi, ma fornire loro il supporto necessario per cercare di alleviare l’enorme stress psicofisico a cui essi sono soggetti.

Il Sappe aveva già richiesto di valutare la possibilità di sottoporre ai tamponi tutto il personale della Polizia Penitenziaria e tutti gli operatori (sanitari e civili) che abbiano contatto giornaliero con la popolazione detenuta o con persone positive accertate al Covid 19, al fine di contenere l’epidemia in atto.
Ad oggi, tuttavia, i controlli sul personale di Polizia Penitenziaria si sono limitati ai soggetti sintomatici, mentre nessun accertamento preventivo è stato effettuato sul personale venuto in contatto con detenuti risultati positivi al Covid-19.

Siamo consapevoli della difficoltà del momento, dell'importante impegno e dell’enorme sforzo della Sanità Pubblica, ma riteniamo che la tutela della salute di tutti i cittadini debba essere lo scopo primario dello Stato e delle Regioni, nonché la più alta forma di uguaglianza. Uno strumento, che permetterebbe di effettuare velocemente un primo fondamentale screening su vasta scala, è il test sierologico, peraltro già utilizzato in numerose altre Regioni.

La scrivente O.S. è consapevole delle criticità di tali test, in quanto potrebbero rilevare dei cd falsi positivi o falsi negativi, ma essi rappresentano una valida alternativa ai tamponi naso-faringei, che richiedono processi di indagine molto più lunghi e costosi, limitando il numero di campioni analizzabili e, conseguentemente, non consentendo un rapido intervento per il contenimento del diffondersi del contagio. A ciò si aggiunga che, presso l’Istituto Lorusso e Cutugno non vi è neppure un medico competente che possa intervenire celermente per migliorare i protocolli e i comportamenti volti a contenere il diffondersi del Covid-19.

Per tali ragioni si invitano le SS.LL.II. a fare in modo che siano effettuati, a tutti i poliziotti in servizio presso gl Istituti di pena del Piemonte, che ne facciano richiesta, test sierologici rapidi, a conferma dell’attenzione e vicinanza ai problemi degli agenti di Polizia Penitenziaria che hanno sempre contraddistinto
il Governo".

Sul tema è intervenuta anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Francesca Frediani: "Che le carceri fossero dei luoghi su cui porre particolare attenzione durante l’emergenza pandemica, lo diciamo da tempo. Un tema su cui più volte abbiamo cercare di attirare l’attenzione della Giunta, ricevendo in cambio risposte evasive. Come se la sanità all'interno dei penitenziari non fosse di competenza regionale.

Oggi iniziano ad emergere i primi dati, allarmanti, sulla diffusione del contagio nelle strutture detentive piemontesi. Solo nel carcere di Torino si contano 46 contagi, cui vanno aggiunti i 12 già collocati ai domiciliari. Occorre eseguire tamponi sia sui detenuti che sugli agenti e gli operatori per mappare chiaramente la presenza del virus, isolare i positivi e prendere in carico i sintomatici.

Chiederemo all'assessore di illustrare i protocolli esistenti. In una situazione di stretta e forzata convivenza occorre avere chiara la suddivisione degli spazi e le modalità di isolamento per evitare la rapida e inesorabile diffusione dei contagi, oltre che la disponibilità di spazi all’esterno atti a ricevere i detenuti semiliberi. In tal senso auspichiamo che venga data attuazione al progetto, oggetto di una recente delibera regionale, che potrebbe consentire di reperire il prima possibile alloggi da destinare ai detenuti semiliberi utilizzando i fondi derivanti dalla cassa delle ammende".

comunicato stampa

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