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Cronaca | 21 aprile 2020, 14:35

Coronavirus, a Torino il primo sciopero dello smart working alla Scai Finance

La protesta nasce dalla decisione di mettere in cassa integrazione 24 persone: ad incrociare le braccia i 160 che lavorano attualmente in remoto

Coronavirus, a Torino il primo sciopero dello smart working alla Scai Finance

Trattativa sindacale in videoconferenza con mancato accordo, assemblea con i lavoratori ancora attraverso il filtro degli strumenti informatici e conseguente decisione di dichiarare quattro ore di sciopero per giovedì 23 aprile per tutti i 160 dipendenti attualmente in smart working. E' quanto avviene - spiegano Fiom e Filcams Cgil - ai tempi dell’emergenza Covid 19 alla Scai Finance di Torino, azienda informatica del gruppo Scai del vicepresidente dell'Unione Industriali di Torino Massimiliano Cipolletta.

I lavoratori e le loro rappresentanze sindacali ritengono inaccettabile l’atteggiamento dimostrato dall’azienda durante l’avvio della Cassa Integrazione per COVID-19” - scrivono nel loro comunicato sindacale i delegati presenti nell’azienda, attiva nel settore delle consulenze informatiche alle attività finanziarie.

È incomprensibile – proseguono - l’attivazione della cassa integrazione per un numero così esiguo di persone, 24 su 160, che comporta una riduzione dei costi ridicola rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere con l’applicazione dell’ammortizzatore sociale su un numero decisamente più elevato di colleghi, con minima riduzione dell’orario di lavoro e minima perdita di salario”.

All’apertura della cassa integrazione, che interesserà per 5 settimane 24 dipendenti su 160 - spiegano Fiom e Filcams-, l’azienda ha negato l’anticipo di quanto corrisponderà l’Inps, la rotazione tra i dipendenti e l’integrazione al salario di chi rimarrà a casa, creando una sorta di “lista nera” di lavoratori discriminati, non dimostrando alcuna attenzione nei confronti dell’immediata necessità salariale che questi potranno avere in queste settimane.

Per questo motivo – concludono i delegati - il mancato accordo sindacale sull’erogazione dell’anticipo dell’indennità di cassa risulta ancora più iniquo e ingiustificato: la ridicola riduzione dei costi per l’azienda si contrappone ad un impatto economico devastante per i colleghi coinvolti dalla cassa e le loro famiglie”, rimarcando come l’intento di tale iniziativa sia quello di poter riaprire un tavolo di confronto che tenga conto delle esigenze di tutti i dipendenti Scai Finance.

comunicato stampa

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