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Politica | 21 aprile 2020, 07:17

Coronavirus, dal Comune una spinta per salvaguardare la salute dei cittadini torinesi

Approvata all'unanimità l'ordine del giorno che chiede alla giunta di attivarsi presso la Regione

Coronavirus, dal Comune una spinta per salvaguardare la salute dei cittadini torinesi

Approvato dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità (23 voti favorevoli su 23 consiglieri presenti) un ordine del giorno (primo firmatario: Francesco Tresso - Lista civica per Torino) che chiede alla sindaca e alla Giunta di attivarsi presso la Regione Piemonte, con una richiesta rivolta al presidente Cirio e all’assessore Icardi, per sollecitare la tempestiva attuazione di una serie di misure urgenti per salvaguardare la salute di cittadine e cittadini torinesi.

In particolare, il documento chiede:

1) l’attivazione, sul territorio della Asl Città di Torino, delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) previste dall’articolo 8 del Dpcm 9 marzo 2020, puntando allo sviluppo di attività integrate tra i vari attori dell’assistenza, attraverso la telemedicina, sempre garantendo la salute e la sicurezza di pazienti e operatori;

2) continuare ad assicurare e sviluppare l’assistenza specialistica territoriale, attualmente drasticamente contratta, soprattutto per i soggetti anziani portatori di patologie croniche, anche attraverso il teleconsulto, per limitare la movimentazione di pazienti e operatori;

3) promuovere un piano di test diagnostici, da eseguirsi prioritariamente sul personale sanitario, finalizzato a guidare i criteri con cui riprendere l’attività lavorativa;

4) predisporre idonee strutture ospedaliere cittadine dedicate ai pazienti Covid-19, in modo che le altre strutture sanitarie, free Covid, possano tornare a dare risposte sanitarie a tutti gli altri pazienti;

5) predisporre un Piano urgente di approvvigionamento e distribuzione dei Dpi (in particolare mascherine e guanti), prioritariamente rivolto al personale sanitario ed esteso a tutta la popolazione;

6) prevedere il tracciamento tecnologico, mediante monitoraggio e assistenza, delle persone risultate positive che devono osservare un periodo di quarantena, identificando strutture idonee a ospitarle qualora le proprie condizioni abitative risultino inadatte;

7) provvedere a una riorganizzazione funzionale del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) della Asl Città di Torino per evitare che si possano nuovamente verificare criticità che influiscono sull’efficacia delle misure preventive.

Nel dibattito in Consiglio, proprio Tresso ha ringraziato tutti i sottoscrittori e ha sottolineato la richiesta di un maggior radicamento della medicina territoriale, di comunità. Viviana Ferrero (M5S) ha rilevato come in Piemonte ci siano buchi enormi a livello sanitario e mancanza di trasparenza e informazioni, mentre Eleonora Artesio (Torino in Comune) ha ribadito che la tutela della salute deve tornare a essere una responsabilità politica da garantire, a livello di medicina di territorio. Federico Mensio (M5S) ha chiesto di approfondire meglio la questione del tracciamento tecnologico dei contagiati, mentre Andrea Russi (M5S), oltre a chiedere un commissariamento della sanità piemontese, ha rimarcato i tempi troppo lunghi per i tamponi e le carenze di personale e dotazioni nei presidi ospedalieri all’inizio dell’epidemia. Il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano ha riconosciuto l’importanza di rendere più efficienti i servizi territoriali e ha invitato a ragionare su un nuovo modello di welfare e sistema socio-sanitario. Chiara Foglietta (PD) ha evidenziato la necessità di incrementare cura domiciliare e tele-medicina, con investimenti adeguati nelle tecnologie.

comunicato stampa

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