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Idee In Sviluppo | 07 luglio 2020, 12:35

Torino storica capitale Europea del cioccolato: 7 Luglio giornata mondiale del cioccolato. Tradizione e Innovazione

Torino storica capitale Europea del cioccolato: 7 Luglio giornata mondiale del cioccolato. Tradizione e Innovazione

Passeggiando per le vie di Torino, ci si imbatte nella piacevole scoperta di caffè storici ed antiche e nuove cioccolaterie, le vetrine sono un trionfo di cioccolatini (dai tradizionali gianduiotti ai deliziosi cremini e Cri-cri), dolci ricoperti o ripieni di quello che i Maya definirono “il cibo degli dei”, d’inverno (non solo) è sempre piacevole gustare una deliziosa cioccolata calda o il famoso “Bicerin”, una tipica bevanda analcolica torinese che prende origine da un’altra bevanda del ‘700 dal nome “bavareisa” composta da caffè, cioccolato e crema di latte.

L’inizio della dolce storia d’amore tra Torino ed il cioccolato risale al 1560 quando Emanuele Filiberto di Savoia servì ai cittadini torinesi una tazza di cioccolata calda per festeggiare il trasferimento della capitale ducale da Chambéry a Torino. L’iniziativa venne apprezzata e già dal 1600 iniziò il rito della Merenda Reale (un modo per spezzare la fame tra il pranzo e la cena) che entrò ben presto nelle abitudini dei piemontesi. La cioccolata calda, veniva accompagnata da biscotti e Diablottini ovvero i primi cioccolatini ad apparire a corte (preparati con cioccolato fondente, zucchero e vaniglia).

Alla fine del '700 il cioccolato divenne una vera e propria industria, con la nascita di impianti e stabilimenti, il primo laboratorio venne avviato nel 1826 da Pier Paul Caffarel. Nel 1852 in casa Caffarel si sperimenta la miscela cacao con le nocciole tonde e gentili delle Langhe. Il risultato è un impasto squisito e morbido a cui viene data una forma a barchetta. Il nome scelto è "givu" (mozzicone in dialetto piemontese), è stato il nonno della più straordinaria invenzione Caffarel, il famoso Gianduiotto, nel 1865 nel corso del carnevale la tradizionale maschera di Torino, distribuisce i primi cioccolatini incartati singolarmente. I Gianduiotti, venivano preparati e incartati a mano, nel 1937 venne inventato un meccanismo che riproduce perfettamente, in tutta la sua precisione e delicatezza il gesto del pasticcere che spreme dal sac à poche la pasta di cacao e nocciole per ottenere la goccia morbida e vellutata del Gianduiotto, questo strumento è ancora in utilizzo.

C’è un’altra storia legata al cioccolato, quella dei Cri-Cri, il piccolo cioccolatino dalla forma rotonda dal cuore di nocciola, ricoperto di cioccolato e rivestito di mompariglia (ovvero piccolissime e bianchissime palline di zucchero), questi dolcetti sono facilmente riconoscibili in quanto sono incartati con delle carte colorate. La storia narra di una giovane ragazza di nome Cristina che aveva un romantico fidanzato, solito chiamarla con il diminutivo di “Cri”. Ogni volta che i due innamorati avevano un appuntamento, il ragazzo si fermava prima in una pasticceria della zona dove comprava questi deliziosi cioccolatini ricoperti di sfere di zucchero. La commessa della pasticceria, sapeva come lui fosse solito chiamare la sua fidanzata, così ogni volta che il ragazzo andava a comprare le praline lei gli chiedeva “Cri?” e lui rispondeva con un sorriso innamorato “Cri!”.  Il pasticcere in onore dei due innamorati decise di ribattezzare i suoi dolci con il nome di “Cri-Cri”

Abbiamo parlato del Gianduiotto e del Cri-Cri, non possiamo tralasciare il Cremino, un cioccolatino, dalla forma cubica, formato da due strati di cioccolato gianduia divisi tra loro da uno strato differente (pasta di cioccolato con nocciola Tonda Gentile, caffè o estratto di limoni siciliani), il tipo involucro prevede una pellicola di alluminio e una striscia di carta. La sua storia ebbe inizio a metà del 1800 dall’intuito e dalle mani di Ferdinando Baratti e Edoardo Milano, fondatori dalla famosa e prestigiosa confetteria-liquoreria “Baratti & Milano”. Nel 1911 la FIAT creò una campagna di propaganda per il lancio della lussuosissima Tipo 4 utilizzando proprio il cremino, oggi “Baratti & Milano” è ancora presente ed è tra le più importanti aziende per produzione di prodotti tipici artigianali piemontesi.

Parlando sempre di sua maestà il cioccolato, ci spostiamo di qualche chilometro da Torino (Alba - Cuneo) ma non possiamo non citare la Ferrero e la mitica Nutella, la crema al cioccolato più famosa al mondo, inventata nel 1946 da Pietro Ferrero, grande pasticcere di Torino che la ideò per una merenda nutriente e a buon mercato. La Nutella ha contribuito a far crescere il negozio di cioccolato a conduzione familiare fino a trasformarlo in un’azienda multimiliardaria conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.  Volendo raccontare con precisione i fatti, l’antenato della Nutella si chiamava Giandujot ed era un’ amalgama soffice e facilmente affettabile, nel 1949 il figlio Michele Ferrero, nella torrida estate di quell’anno, si accorse che i panetti di cioccolato avessero cominciato a sciogliersi a causa dell’elevata temperatura, colse l’opportunità e inventò la prima crema spalmabile a base di nocciola, cioccolato e olii vegetali.

Le aziende sopra citate, sono solo alcune delle realtà dolciarie che per anni hanno trainato l’economia Torinese, è doveroso citare anche Peyrano, centenaria azienda Torinese fallita nel 2019 ma che  grazie ad un giovane imprenditore, sembrerebbe ritornare a vivere una seconda vita,  un altra pietra miliare è A. Giordano in attività da oltre un secolo. Oggi la tradizione del cioccolato continua grazie alla passione, all’intuito e all’innovazione di grandi Maestri cioccolatai come Guido Gobino il quale all’interno dei suoi laboratori sperimenta le sue ardite creazioni, come il cremino realizzato con olio di oliva taggiasca e sale di Cervia.

Passeggiando per le vie del centro, è quasi d’obbligo una tappa nella “gioielleria del cioccolato “, il laboratorio di Guido Castagna, dall’unione di tradizione e innovazione, è nato “Guinott”, un piccolo gianduiotto reinventato, 7 grammi di dolcezza di nocciole e cacao.

Ancora oggi Torino è ricca di industrie e di tanti laboratori creativi specializzati nella produzione e distribuzione di cioccolato. Invitiamo tutti i piemontesi a valorizzare le eccellenze del nostro territorio che oggi più che mai hanno bisogno del nostro sostegno per il mantenimento delle tradizioni.

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