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Politica | 13 luglio 2020, 10:50

Meno burocrazia e tasse, confini più ampi per eco e sisma Bonus: FI a confronto sulla casa con il mondo economico

Venerdì in Piemonte e Valle d'Aosta prima tappa del tour per elaborare un nuovo Piano Casa. Berlusconi:"Serve una proposta organica per difendere il patrimonio immobiliare e per rilanciare l’edilizia pubblica"

Meno burocrazia e tasse, confini più ampi per eco e sisma Bonus: FI a confronto sulla casa con il mondo economico

 

Ance ha pronosticato, post Coronavirus, una riduzione delle costruzioni pari al 20%. Secondo me purtroppo è una visione ancora ottimistica: dobbiamo quindi pensare a una proposta organica per difendere il patrimonio immobiliare e per rilanciare l’edilizia pubblica”. E’ questo il messaggio che ha voluto lanciare il Presidente Nazionale di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in apertura della videoconferenza “La casa viene prima” promossa venerdì dagli azzurri.

Un primo appuntamento in Piemonte e Valle d’Aosta di un tour di ascolto e confronto promosso dai forzisti - che farà poi tappa in tutta Italia - per elaborare un nuovo Piano Casa che sia “un volano economico per la nostra regione ed il nostro paese”, come sottolineato da Paolo Zangrillo (coordinatore regionale FI Piemonte) e Roberto Rosso (responsabile Nazionale Dipartimento Casa FI).

E l’opinione comune degli stakeholders e degli ordini professionali è che servano azioni incisive per rilanciare il comparto edile. “Quaranta milioni di persone – ha sottolineato il Presidente ANACI Francesco Burrelli - vivono in un condominio: questa tipologia di immobili genera ogni anno lavori straordinari per 100miliardi, a cui si aggiungono 40 miliardi ordinari. Avevamo dato alcuni spunti al Governo, ma non sono stati accettati”.

L’80% delle persone – ha spiegato il Presidente di Confedilizia Pier Paolo Bossoè proprietario di una casa: bisogna difenderle, anche mettendo soldi in tasca alle famiglie per conservarla. Il superbonus del 110% previsto da Roma è positivo, ma sappiamo che un 40% delle famiglie andrà in difficoltà nel pagamento degli affitti tra settembre e ottobre. Dobbiamo aiutarli, se no il patrimonio decade e avremo città e periferie in caduta libera”.  A denunciare la crisi che si trovano ad affrontare ora ed in futuro i cittadini è anche il Presidente dell’ATC Piemonte Centrale Emilio Bolla, che ha chiarito come “1.7 milioni di italiani vivono in disagio economico: serve un intervento di edilizia pubblica straordinario”.

E le richieste unanime di architetti, geometri, ingegneri e agenti immobiliari è semplificare la burocrazia e l’erogazione di mutui e finanziamenti, così come alleggerire la pressione fiscale sul comparto (Imu, stop tasse sui canoni non percepiti, riduzione delle imposte sull’acquisto). Per le associazioni di categoria è necessario poi allargare l’eco e il sisma bonus alle seconde case, così allungare la scadenza di questi incentivi al 2022.

Per gli stakeholders serve un nuovo Piano Casa anche per l’edilizia sociale, dove il patrimonio è insufficiente: secondo i calcoli servirebbero altri 300 mila alloggi. A questo si aggiunge la necessità di riqualificare gli immobili da un punto di vista architettonico e sociale, con una spinta sull’efficientamento energetico e su una revisione delle graduatorie, che oltre alle fasce deboli devono avere una quota ad esempio per forze dell’ordine, personale sanitario, studenti.

 

 

Cinzia Gatti

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