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Economia e lavoro | 15 settembre 2020, 15:22

Ex Embraco: presentato il nuovo piano industriale da 50 milioni di euro [FOTO]

Obiettivo garantire i 406 posti di lavoro. Prevista una produzione annua di 6 milioni di motori per compressori della catena del freddo

Ex Embraco: presentato il nuovo piano industriale da 50 milioni di euro [FOTO]

"Questa  è una proposta seria e ben strutturata, oggi è sicuramente un buon giorno". Lo ha detto il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio, commentando il piano industriale da 50 milioni di euro per rilanciare l'ex Embraco di Riva presso Chieri.

Un piano pubblico-privato che prevede annualmente l'assemblamento annuale di 6 milioni di compressori per refrigerazione all'Acc di Mel, in provincia di Belluno, e la produzione di altrettanti motori nello stabilimento ex Embraco di Riva presso Chieri. Al tavolo odierno hanno preso parte la sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico Alessandra Todde, il presidente della Regione, la sindaca Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba e il commissario straordinario dell'Acc di Mel Maurizio Castro.

"Per Chieri l'obiettivo è arrivare alla piena occupazione - hanno detto Todde e Cirio - ma lasciando la piena libertà ai lavoratori di prendere altre strade". La sottosegretaria ha quindi aggiunto che "l'obiettivo di questo piano è dare pari dignità a entrambi gli stabilimenti. Un progetto che vedrà una compagine privata, l'intervento dello Stato e la partecipazione delle regioni Piemonte e Veneto. É un progetto delle istituzioni".

La timeline prevede nel gennaio 2022 l'avvio della produzione a Riva presso Chieri, che dovrebbe entrare a regime due anni dopo. Nel 2025, infine, la quota pubblica dovrà essere sostituita da quella privata. In particolare, lo Stato potrà contribuire con 10 milioni di euro, il massimo previsto dal Fondo per la gestione della crisi d'impresa.

Per Todde "il Covid in questo caso rappresenta un'opportunità, perché i grandi produttori adesso vogliono aziende europee". Un concetto ribadito dal commissario Maurizio Castro, secondo cui "con la pandemia é nata l'esigenza fra i grandi operatori del freddo di ricostituire piattaforme europee, catene corte".

Per la sindaca Appendino "il fatto che il governo entri in questo percorso é una garanzia per i lavoratori e dà maggiore fiducia e credibilità al progetto".
Tante le reazioni dal mondo dei sindacati torinesi. “Per la ex Embraco questa è l'ultima chiamata, non si può più sbagliare. Dall'incontro di oggi abbiamo registrato un'inversione di tendenza rispetto alla pericolosa china che la vicenda aveva preso negli ultimi mesi. È apprezzabile l'impegno del Governo per trovare una soluzione, vigileremo affinché il progetto si realizzi, nessun lavoratore deve essere lasciato indietro", dicono Luigi Paone e Vito Benevento, rispettivamente segretario Uilm di Torino e membro della segreteria provinciale Uilm, dopo la presentazione del nuovo piano industriale per rilanciare i poli di Riva presso Chieri (ex Embraco) e l'Acc di Mel, nel Bellunese.

"Vigileremo affinché il progetto si realizzi - spiegano i sindacalisti - nessun lavoratore deve essere lasciato indietro". Per Edi Lazzi, segretario Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom provinciale "la presentazione delle linee guida per la creazione del polo italiano del compressore è un fatto importante. Adesso servono davvero fatti concreti poichè non si possono illudere nuovamente i lavoratori e tutti dovranno essere coinvolti dal piano con un'integrazione alla cassa mentre parte il progetto”.

Per Davide Provenzano, segretario Fim di Torino, e Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim torinese “il progetto è ambizioso e se si realizzerà andrà a contrastare l'egemonia del mercato dei compressori detenuta dai colossi asiatici, con un terzo polo di costruttori di compressori tutto italiano. Non ci facciamo prendere da facili entusiasmi considerato l’esperienza negativa con Ventures, che aveva un piano simile a livello di ambizioni. C’è la necessità che questa volta il piano appena presentato si realizzi in concreto e soprattutto che coinvolga tutti i 400 lavoratori”.

"Ci auguriamo di non doverci ricredere come accaduto per il piano precedente, perché questo sarebbe l’ennesimo fallimento per il Governo e per noi parti sociali", ha commentato infine Ciro Marino, segretario provinciale Ugl.

Alla riunione ha partecipato anche la deputata piemontese Jessica Costanzo (M5S): "Questo incontro - commenta Costanzo - è sicuramente un buon inizio. Il Governo dimostra il suo impegno serio, dopo aver lavorato a testa bassa senza annunci e attirandosi a volte per questo le critiche di lavoratori e sindacati".

"Il Fondo per la gestione della crisi d'impresa introdotto dal Decreto Rilancio con i 100 milioni di euro stanziati - afferma Costanzo - inizia infatti a dare i suoi frutti, oggi visibili concretamente con il nuovo progetto di creazione del polo nazionale per la produzione di compressori per frigoriferi in cui confluiranno l’ex Embraco e l’ex Acc di Mel, in crisi dopo l’uscita del gruppo cinese Wanbao. Salvare l'ex Embraco - conclude Costanzo - è da sempre obiettivo del governo. Ora, per rispetto di tutti i lavoratori e delle loro storie, occorre mettere da parte ogni trionfalismo e concentrarsi finalmente su una seria politica industriale".

Il gruppo regionale della Lega Salvini Piemonte guarda con soddisfazione alla nascita di Italcomp, la newco che permetterà il recupero e la reindustrializzazione dello stabilimento ex Embraco di Riva di Chieri per la produzione di compressori. “Dopo anni di false promesse sulla pelle dei lavoratori, finalmente arriva un progetto concreto per il futuro degli operai dell’ex Embraco – commenta il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni - Il merito va al presidente Alberto Cirio, alla giunta e alla nostra maggioranza guidata dalla Lega, che alle chiacchiere hanno preferito i fatti, lavorando senza sosta per arrivare a una soluzione che garantisse per davvero gli operai".

“Dobbiamo smettere di vergognarci dell’intervento pubblico nelle aziende, in Francia è una pratica usuale che ha dato alle imprese transalpine molti vantaggi competitivi e una maggiore garanzia per i lavoratori coinvolti” – è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione alle notizie della presentazione del piano quinquennale per il rilancio dello stabilimento ex-Embraco di Riva di Chieri. "La compartecipazione del pubblico è la soluzione che auspichiamo da tempo – prosegue Grimaldi – il passato fatto di prenditori, capaci solo di cannibalizzare le aziende per poi abbandonarle a sé stesse una volta spolpate non deve più ripetersi".

"Dall’incontro in Prefettura è emersa finalmente una luce per i lavoratori ex Embraco", ha commentato il sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero. "Il progetto Italcomp, che mira a unire i destini del sito chierese e quelli dell’Acc di Mel dando vita a un polo per la produzione di compressori per l’industria del freddo, rappresenta certamente una buona notizia, una strada interessante che speriamo porti a risultati concreti".

"Come amministrazione faremo la nostra parte ma mi auguro che i Sindaci del territorio siano costantemente coinvolti e aggiornati sull’evolversi della situazione, a differenza di quanto è avvenuto con la Ventures, dove alle speranze iniziali ha fatto seguito un brusco e doloroso risveglio".

L'Assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, insieme al presidente Cirio, ha commentato: "L'Embraco è stata per anni l’emblema di tutto ciò che non dovrebbe accadere in un Paese normale, primo fra tutto la mancanza di una solida politica industriale, fondamentale per il rilancio della nostra economia e delle nostre imprese. Si è permesso ad una azienda straniera di prendere soldi pubblici per insediarsi in Italia e poi si è lasciato che si spostasse all’estero dopo aver sottratto ai nostri lavoratori le proprie conoscenze e competenze. Oggi, invece, sono state poste le basi perché l’Embraco diventi un esempio di quello che deve accadere in un Paese normale. E cioè avere le istituzioni unite in sinergia con il mondo privato per raggiungere un obiettivo importante: tutelare il lavoro e il futuro di centinaia di persone".

"Quanto presentato oggi dal Governo è certamente un progetto fatto di buone intenzioni per la ex-Embraco e per i suoi lavoratori. Occorre tuttavia che si trasformi in qualcosa di concreto in tempi brevi”, dice Corrado Alberto, presidente di API Torino. "Sono dell’opinione che il territorio debba comunque mobilitarsi per cercare opportunità occupazionali diverse da offrire. Aspettare la realizzazione di un altro piano di investimenti, potrebbe essere rischioso non solo per i lavoratori ma anche per il possibile indotto di imprese locali”. E conclude: “Il tessuto delle piccole e medie imprese di Torino e del Piemonte deve trovare, insieme alle istituzioni, formule nuove di solidarietà che superino i progetti a lungo termine per riuscire a dare risposte immediate ad una crisi pesantissima che sta investendo il territorio”.

Marco Panzarella

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