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Economia e lavoro | 23 settembre 2020, 15:41

Lavazza: "Sul Recovery fund il premier Conte ascolti tutti, anche noi aziende"

Il vicepresidente dell'impresa torinese ha parlato al convegno Partnership for progress ospitato a Reale Mutua: "I tempi delle imprese sono più veloci". Intanto fare rete e creare alleanze si conferma il modo per fare del bene al territorio. Antonini: "Necessario, soprattutto in questo momento di emergenza"

Lavazza: "Sul Recovery fund il premier Conte ascolti tutti, anche noi aziende"

Emergenza, pandemia e 17 obiettivi da realizzare a livello europeo entro il 2030. Se n'è discusso in occasione del convegno "Partnership for progress", ospitato presso il quartier generale torinese di Reale Group. E parlando di strategie e progetti per farsi trovare pronti, oltre che per recuperare il terreno perduto, Marco Lavazza - vicepresidente di Lavazza Group, oltre che alto esponente del mondo Confindustriale cittadino - manda il suo messaggio sui possibili rimedi: "Sul Recovery fund e sulle risorse in arrivo dall'Europa Conte deve ascoltare tutti, anche noi delle imprese, senza contrapposizioni ideologiche". "Il vantaggio delle imprese - ha aggiunto - è che sono più veloci rispetto alla politica e quindi si può imparare da loro".

Quanto al concetto di partnership e collaborazione, Lavazza ha aggiunto: "La parola partnership è una parola cui il mondo per le aziende si sta abituando. Ci si apre soprattutto al terzo settore, che in questo momento si sta riorganizzando andando anche oltre il concetto di beneficenza. Fin qui abbiamo portato avanti progetti in 24 Paesi nel mondo aiutando migliaia di persone".

Un terreno su cui anche i padroni di casa dell'evento sono già scesi. "Lavoriamo sulla sostenibilità fin dall'inizio - spiega Virginia Antonini, direttore Sostenibilità di Reale Group - e lavoriamo con diversi partner perché crediamo bello sviluppo di un impatto sociale sul territorio. Soprattutto in questo periodo di emergenza è sempre più necessario lavorare in squadra: ognuno fa la propria parte, dove non conta chi arriva primo, ma gli effetti positivi".

Tra i progetti in campo c'è per esempio Power Coders, che vuole inserire persone rifugiate con competenze di coding nel mercato italiano. Dei venti ragazzi che hanno partecipato, 15 hanno trovato lavoro (due in Reale, ndr) e ora porteremo il modello anche a Milano e all'estero, magari puntando anche su altre professionalità. Per esempio l'agricoltura, dove le necessità sono molte e si può lavorare sull'integrazione delle persone".

"La filosofia “Insieme di più” - ha aggiunto Luca Filippone, direttore generale Reale Mutua - ha permesso a Reale Group di combattere la battaglia del COVID-19 mantenendo continuità operativa, solidità e affidabilità e trasformando le sfide in opportunità”.

"Si sta affermando sempre di più anche a livello europeo il ruolo delle partnership territoriali tra pubblico e privato per la trasformazione di finanza ed impresa verso modelli orientati all'impatto sociale - ha concluso Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact -, che non va più considerato un approccio di nicchia ma il nuovo fondamento del sistema economico globale. Questa è la missione di Torino Social Impact, ormai divenuto un modello internazionale di piattaforma territoriale per la promozione di ecosistemi generativi di valore sociale".

Massimiliano Sciullo

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