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Attualità | 28 settembre 2020, 12:05

Torino cerca l'onda giusta: per le nuove energie la ricerca si affaccia sul mare. Il ministro Manfredi: "Colmiamo il gap con gli altri Paesi"

All'Energy center del Politecnico è stato inaugurato MORE, laboratorio in collaborazione con Eni per sfruttare le risorse che arrivano dalla grande distesa salata dopo i test già in atto a Ravenna e Pantelleria

Torino cerca l'onda giusta: per le nuove energie la ricerca si affaccia sul mare. Il ministro Manfredi: "Colmiamo il gap con gli altri Paesi"

Un laboratorio affacciato sulle vecchie carceri e con la corona delle Alpi a fare da cornice. Eppure, negli spazi dell'Energy center del Politecnico di Torino in via Borsellino si respira una forte aria di mare. In collaborazione con Eni, infatti, è ormai operativo MORE, Marine Offshore Renewable Energy Lab, laboratorio che si propone di studiare le nuove frontiere per l'utilizzo energetico del mare.

Oggi il taglio del nastro, alla presenza realizzato del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi e del Rettore del Politecnico, Guido Saracco, a fare gli onori di casa.

Prende così corpo la collaborazione tra Eni e Politecnico sancita già lo scorso mese di gennaio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso, ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino.

Non solo teorie, però. Alcuni avamposti di questa ricerca sono già operativi: come l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy. Un'idea subito piaciuta a Eni, che l'ha ottimizzata e industrializzata ed è in funzione da marzo 2019.

Il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.

Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni.

Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio.

“L’impegno di Eni nello sviluppo di tecnologie che avranno un ruolo chiave nel processo di decarbonizzazione diventa sempre più concreto grazie al lavoro di ricerca condotto insieme al Politecnico di Torino nei MORE Lab che ci permetterà di ottimizzare le tecnologie per renderle sempre più efficienti, competitive ed accelerare il processo di industrializzazione delle energie marine”, commenta l'ad di Eni, Claudio Descalzi.

“In un settore come quello dell’energia rinnovabile e della sostenibilità, lo sviluppo di soluzioni innovative e realizzate in stretta collaborazione con il mondo industriale – quindi pronte per essere impiegate sul mercato – è quanto mai centrale per il nostro Ateneo”, ha commentato il Rettore del Politecnico Guido Saracco. “I laboratori e i progetti di ricerca e innovazione sviluppati con Eni nei MORE Lab saranno cruciali nei prossimi anni per contribuire in modo significativo a trovare soluzioni per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni che l’Europa si è data”.

"L'Italia su temi come questi accusa ancora un certo ritardo rispetto ad altri Paesi - sottolinea il ministro Manfredi -. Uno dei nostri obiettivi è proprio investire per recuperare questa distanza e un laboratorio come questo è una dimostrazione di cosa si deve fare. L'Eni attore inquinante? È un grande player in fase di transizione e che al momento guarda con interesse alle rinnovabili, per cui la collaborazione con il Politecnico è funzionale a questo percorso".

E proprio su Eni osservata speciale tra le aziende inquinanti a livello globale, "stiamo facendo il possibile per annullare questa produzione di CO2 proprio per completare la transizione verso una sostenibilità ambientale", aggiunge lo stesso rettore Saracco.

Il ministro Manfredi ha parlato anche della ripartenza post Covid dell'Università. "Sono molto soddisfatto di quello che sto vedendo: il sistema universitario si sta muovendo molto bene, così come lo stesso Politecnico, anche sulla base delle indicazioni che avevano dato nei mesi scorsi. Si sta ripartendo, nella maniera giusta".

Massimiliano Sciullo

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