/ Attualità

Attualità | 07 ottobre 2020, 10:15

"Be local to be Global", con Sum nuovo concetto dei servizi 'all'ultimo miglio'

Georges Mikhael raccolta la realtà piemontese emergente che ribalta la visione degli operatori globali e-commerce per portare i prodotti del territorio in tutto il mondo

"Be local to be Global", con Sum nuovo concetto dei servizi 'all'ultimo miglio'

Una rivoluzione copernicana, anche se non stiamo parlando del 1500, ma di quello che avverrà nei prossimi 20 anni del terzo millennio. “Sum”, realtà piemontese emergente, creata nel 2017 per fare delivery dei pacchi dei principali operatori e-commerce, lancia una nuova sfida: ‘be local to be global”.

Un concetto che ribalta completamente quelle finora esistenti. Non dal grande operatore mondiale alle piccole realtà territoriali, ma i prodotti del territorio, anche di quelli minori, esportati su svasta sociale, per diventare davvero globali.
Il presidente di Sum Georges Mikhael spiega quali basi ci siano per un progetto di così lunga portata: “Dopo 4 anni di attività con grande performance operative (con 500 addetti diretti ed indiretti e 250.000 pacchi consegnati a settimana) e vista la marginalità negativa del business del delivery, dovuta al dominio di grandi players e dei monopoli naturali, lavorando soprattutto per gli operatori mondiali di e-commerce, il management ha cominciato a riflettere nel 2018 come sviluppare un nuovo concetto di attività ed una nuova visione sui cosiddetti ‘servizi all’ultimo miglio’: non più gestione fisica del servizio, ma gestione digitale, di rete e di uomini".

"Tutte attività che faranno sempre riferimento a Sum. “L’obiettivo è concentrarsi su “qualsiasi servizio all’ultimo miglio che può interessare la vita di un cliente”.
Cosa significa in concreto Georges Mikhael lo spiega così: “Noi avremo due tipi di clienti: il cliente che viene chiamato comunemente consumatore, che va a comprare ogni bene, ma anche il cliente che andrà a produrre il bene stesso. Essi interagiranno tra di loro attraverso le nostre piattaforme dedicate ai prodotti piemontesi e di quartiere, consentendo di portare alcuni prodotti di eccellenze locali per essere venduti anche nei mercati  internazionali”.

“La nostra strategia sarà quella di adottare modelli di business diversi: vogliamo arrivare a portare i prodotti locali, le eccellenze piemontesi in ogni angolo del mondo”. E cambiare anche il modo di pagare, andando incontro ad una larghissima fascia della popolazione: “Nell’e-commerce chi compra usa la carta di credito, ma non tutti la possiedono. Vogliamo affrontare anche un cambiamento sociale, per venire incontro alle esigenze delle tantissime famiglie normali, che non possiedono la carta di credito, non hanno l’affidamento in banca: questa fascia sociale può e deve essere servita”.

Georges Mikhael ha un obiettivo ambizioso: “Vogliamo diventare la vera ecommerce di quartiere e coinvolgere tutte le fasce sociali a km zero, essendo raggiungibili in ogni quartiere, cambiando e migliorando la vita delle persone. E’ un progetto che andrà avanti da adesso ai prossimi 20 anni, un multibrand e multicanale che partendo da Torino e dal Piemonte, si allargherà poi alla Lombardia, alla Liguria, per arrivare dappertutto. Partendo dal locale per diventare globale”.

“Noi vogliamo essere diversi – conclude Georges Mikhael - vogliamo difendere le nostri origini e le nostre economie sociali in chiave territoriale ed  ecosostenibile”. E con la piattaforma Piedmont Delights si aiutano le aziende agricole piemontesi a vendere online, anche all'estero.

Massimo De Marzi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium