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Economia e lavoro | 16 ottobre 2020, 16:04

Destino in bilico per i negozi a marchio Kidliz: 40 lavoratori rischiano il posto di lavoro a Torino e provincia

Sono in tutto 600 le persone coinvolte nei 150 negozi di abbigliamento per bambini di matrice francese in tutta Itlia. L'allarme di Filcams, Fisascat e Uiltucs dopo l'annuncio dell'amministrazione controllata

Destino in bilico per i negozi a marchio Kidliz: 40 lavoratori rischiano il posto di lavoro a Torino e provincia

E' in bilico il destino occupazionale di 600 persone, distribuite su una rete di 150 negozi (dei quali nove in Piemonte, la maggior parte in provincia di Torino, che occupano circa 50 lavoratrici), sparsi in tutto il Paese e principalmente a marchio “Z”, dopo l'annuncio dell'avvio di procedura di “redressement judiciaire” (amministrazione controllata) del Kidiliz Group, azienda francese attiva nel commercio di abbigliamento per bambini e proprietaria dei marchi Absorba, Catimini e Z, quest'ultima presente soprattutto in Italia.

Dopo essere passata nel 2018 alla proprietà del gruppo cinese Semir, Kidiliz avrebbe dovuto avviare una stagione di rilancio ed invece la situazione è precipitata nel giro di poche settimane.

A seguito dell’avvio della procedura le conseguenze per l’azienda e per i suoi dipendenti in Italia sono state immediate e severe: sostanziale blocco dei rifornimenti di merce ai negozi, tale da minacciare seriamente la continuità operativa della rete vendite, sospensione di una parte della retribuzione, mancata erogazione di prestazioni di welfare contrattuale, sospensione dei pagamenti verso l’ente bilaterale.

Nell’incontro svolto il 13 ottobre, oltre a difendere l’opportunità, contestata dai sindacati, della scelta di aderire alla sola procedura concorsuale francese, nessuna risposta concreta è stata resa circa il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo, che restano sostanzialmente in attesa di decisioni assunte altrove, senza reale condivisione con le parti sindacali.

Proprio il 15 ottobre si è conclusa la raccolta delle offerte di acquisto prevista dalla procedura francese ma non vi è alcuna garanzia che possano esserci investitori interessati al ramo italiano del gruppo: agendo con maggior tempestività nella pubblicazione del bando di vendita si sarebbe potuto raggiungere un ventaglio più ampio di possibili acquirenti.

Filcams, Fisascat Uiltucs ritengono "inaccettabile che, in un momento estremamente difficile come quello che stiamo attraversando, si precipitino - con una decisione unilaterale e in un brevissimo lasso di tempo - 600 lavoratrici e lavoratori in una condizione di profonda incertezza e per queste ragioni dichiarano lo stato d’agitazione sull’intero territorio nazionale fino alla risoluzione di questo stato di crisi".

M.Sci

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