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Politica | 16 ottobre 2020, 07:10

Torino, lunedì la votazione dell'ordine del giorno a supporto della legge contro omotransfobia e misoginia

Il testo è stato presentato durante una Commissione Consiliare con la partecipazione della deputata Laura Boldrini (Partito Democratico) e della senatrice Alessandra Maiorino (M5S)

Torino, lunedì la votazione dell'ordine del giorno a supporto della legge contro omotransfobia e misoginia

Il Consiglio Comunale della Città di Torino è pronto a votare (lunedì 19 ottobre, ndr) un ordine del giorno a supporto della “Legge Zan” contro omotransfobia e misoginia. Il testo, avente come prima firmataria la presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità Cinzia Carlevaris, è stato presentato in occasione della seduta di ieri della stessa commissione con la “partecipazione straordinaria” della deputata del Partito Democratico Laura Boldrini e della senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino.

La legge approderà in parlamento martedì 20: “È importante - ha sottolineato Boldrini –  approvarla perché, oltre ad approfondire l'aspetto penale, punta sulla formazione e sulle risposte ai bisogni. Esordire in aula con due pregiudiziali di costituzionalità rappresenta però un pretesto ideologico e fuorviante, soprattutto perché si parla di persone non libere di amare chi vogliono e di genitori impauriti dalla possibilità di vedere i propri figli presi a bastonate”. Uno dei nodi fondamentali riguarda le donne: “Siamo - ha proseguito Boldrini – il principale bersaglio dei reati legati all'identità sessuale: non inserire la misoginia all'interno della legge sarebbe stato incomprensibile”. 

Ad entrare nel dettaglio del testo è invece Maiorino: “I suoi detrattori - ha aggiunto – parlano di legge liberticida, ribaltando la realtà dei fatti: la libertà di parola verrà garantita fino a quando non diventerà tossica, incitando all'odio o alla violenza verso una determinata categoria di persone. Grazie a stanziamenti strutturali, inoltre, istituzionalizzeremo le case rifugio per ragazze e ragazzi e incaricheremo l'Istat di effettuare un monitoraggio in modo da valutare l'efficacia della legge stessa; auspico, a questo proposito, un'impennata delle denunce”. 

All'ordine del giorno, promosso da Ready (rete nazionale di contrasto alle discriminazioni di genere e di identità sessuale), hanno aderito quaranta enti locali sparsi per tutta Italia: “Le amministrazioni – ha commentato l'assessore ai diritti Marco Giusta – si impegnano a sostenere una legge non solo repressiva ma anche propositiva vista la sensibilizzazione a livello scolastico e il sostegno alle case rifugio. Allargare la discussione sui territori significa aumentare la consapevolezza: secondo il Centro Risorse Lgbti l'80% delle vittime non denuncia, è importante restituire fiducia per innestare un cambiamento”.

Marco Berton

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