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Economia e lavoro | 29 ottobre 2020, 07:00

Anodizzazione: cos'è, come funziona, a cosa serve

Tra i vari trattamenti galvanici effettuati oggi per migliorare le caratteristiche dei materiali metallici, l'anodizzazione è ancora quella più richiesta ed utile.

Anodizzazione: cos'è, come funziona, a cosa serve

Tra i vari trattamenti galvanici effettuati oggi per migliorare le caratteristiche dei materiali metallici, l'anodizzazione è ancora quella più richiesta ed utile. Consente infatti di creare uno strato protettivo sulla superficie del materiale, in modo da renderlo più resistente e durevole. Questo genere di lavorazioni tuttavia sono spesso complesse da comprendere, perché prevedono dei procedimenti e delle tecniche specifiche che solo gli addetti ai lavori conoscono in modo approfondito. Oggi cercheremo dunque di spiegarvi il significato di anodizzazione con parole semplici e vedremo quali sono le applicazioni di questo trattamento.

Anodizzazione: di cosa si tratta

L'anodizzazione è un trattamento galvanico che viene effettuato per proteggere dalla corrosione le superfici metalliche ed è utilizzato in modo particolare per migliorare le proprietà di alcuni oggetti in alluminio. Mediante un processo elettrochimico, sulla superficie viene a formarsi una pellicola di spessore variabile che può andare dai 5 ai 25 micron e che quindi non impatta in alcun modo sulle dimensioni finali dell'oggetto.

Grazie all'anodizzazione, è possibile in sostanza proteggere gli oggetti metallici e renderli più resistenti, meno suscettibili ad usura e corrosione. Questo grazie alla pellicola che viene a formarsi sulla loro superficie, che risulta particolarmente sottile. Gli ambiti di applicazione dell'anodizzazione sono numerosi: dall'architettura all'aeronautica, dal settore privato a quello industriale.

Come viene effettuata l'anodizzazione

L'anodizzazione deve essere effettuata in modo professionale dagli esperti del settore, che mediante appositi macchinari e procedimenti chimici sono in grado di garantire dei risultati impeccabili. Questo trattamento avviene in 3 fasi ben distinte, che prevedono anche una preparazione del materiale e la finitura finale.

Pre-trattamento chimico-meccanico del materiale

La prima fase prevede un trattamento del materiale che deve essere preparato per la successiva lavorazione. La superficie può dunque essere sgrassata, satinata o lucidata a seconda delle esigenze specifiche e del risultato finale che si desidera ottenere.

Ossidazione anodica

La seconda fase è quella dell'anodizzazione vera e propria, ossia del processo elettrochimico che consente di realizzare una pellicola protettiva sulla superficie dell'alluminio. Questo trattamento avviene immergendo il materiale in una specifica soluzione acida, all'interno della quale avviene un passaggio di corrente continua. Per farla breve, l'ossigeno atomico si combina con gli atomi di alluminio formando una pellicola superficiale mediante ossidazione.

Finitura

La terza fase è quella della finitura e riveste un ruolo fondamentale, perché consente di impermeabilizzare la superficie del materiale e di rimuovere infine la polvere di fissaggio. Una volta effettuata la finitura, l'oggetto è pronto.

Richy Garino

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