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Attualità | 30 novembre 2020, 16:04

Appello online studenti Unito: "aiutare famiglie e allievi per garantire il diritto allo studio"

Noi ci troviamo a dover pagare affitti, tasse universitarie, trasporti ed altri costi accessori come se non stessimo vivendo una grave crisi economica”, spiegano. “Le misure prese dall’università negli scorsi mesi sono briciole rispetto alle difficoltà economiche e didattiche che abbiamo”

Appello online studenti Unito: "aiutare famiglie e allievi per garantire il diritto allo studio"

In meno di 24 ore, ha superato le 400 firme l’appello online di un gruppo di studenti e studentesse dell’Università di Torino, che si sono mobilitati su Change.org per chiedere al Rettore Geuna, al Presidente Cirio e al Ministro dell’Università Manfredi di mettere in atto misure per venire incontro alle difficoltà economiche di cui sono vittime studenti e famiglie durante questo periodo storico, per garantire a tutti il diritto allo studio. (Change.org/NonVogliamoPagareLaCrisi)

“Noi ci troviamo a dover pagare affitti, tasse universitarie, trasporti ed altri costi accessori come se non stessimo vivendo una grave crisi economica”, spiegano. “Le misure prese dall’università negli scorsi mesi sono briciole rispetto alle difficoltà economiche e didattiche che abbiamo”.

La tassazione universitaria, infatti, “sta obbligando tanti e tante a rinunciare agli studi”, scrivono i ragazzi nella petizione. Altri “rischiano di diventare fuori corso, e pagare così penalità economiche aggiuntive”; “per non parlare di chi quest’anno, in assenza di un reddito, non si è mai potuto iscrivere”, si legge su Change.org.

 

Gli studenti mettono in primis in risalto il problema “tangibile e impellente dell’immediata scadenza della seconda rata universitaria, ingiustamente emanata a pochi giorni di distanza dalla scadenza della prima”. Problema che gli autori dell’appello si sono subito attivati per risolvere: “ci siamo organizzati e abbiamo strappato al Rettore un incontro per ottenere l’abolizione della seconda rata e alcune misure economiche di sostegno al diritto allo studio”, raccontano. Ma “il Rettore Geuna se n’è andato durante gli interventi degli studenti e delle studentesse, dimostrando chiaramente di non stare dalla parte dei bisogni della comunità studentesca”.

In secondo luogo, è bene ricordare che “il diritto allo studio non è tale se non garantisce l’accessibilità di tutti i servizi necessari ad ogni studente per la sua istruzione: la possibilità di prendere domicilio nei pressi del proprio ateneo, il welfare studentesco come le borse di studio, la disponibilità di spazi adibiti allo studio e alla consultazione di materiali come le biblioteche… Su questo aspetto la Regione Piemonte non ha fatto i nostri interessi ed ha ignorato l’urgenza di misure che aiutino gli/le studenti/esse a studiare a Torino”.

Infine, accusano i promotori dell’iniziativa, “l’università è stata cancellata dall’agenda politica del Paese”, e puntano il dito contro il Ministro dell’Istruzione Gaetano Manfredi. 

Gli studenti, però, non si sono arresi di fronte  “a un sistema universitario sempre più escludente” e hanno scelto di mobilitarsi sul web per raccogliere firme e sollecitare un intervento da parte dei decisori. L’obiettivo è ottenere dal Rettore e dall’Università di Torino l’abolizione delle more sui ritardi dei pagamenti delle rate, l’abolizione del pagamento della terza e della quarta rata e il rimborso della seconda, nonché un semestre bonus per non incappare in penalità economiche dovute al ritardo nello studio causato dal clima emergenziale in cui stiamo tutti vivendo. Ma anche far sì che il Presidente Cirio e l’Ente Regionale per per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte stabiliscano il blocco degli affitti e dell utenze domestiche, il calmieramento degli affitti e l’aumento della residenzialità pubblica, l’abolizione dei crediti di merito per ottenere borse di studio e l’aumento degli importi delle borse di studio.

comunicato stampa

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