/ Cronaca

Cronaca | 04 dicembre 2020, 13:17

Caso Suarez, per l'esame farsa sospesa la rettrice dell'Università di Perugia. E ora tremano i dirigenti della Juve

La nota della procura umbra non esclude "nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università". Il calciatore, infatti, era stato informato prima del contenuto della prova di italiano che doveva sostenere

Caso Suarez, per l'esame farsa sospesa la rettrice dell'Università di Perugia. E ora tremano i dirigenti della Juve

Torna d'attualità il 'caso Suarez', l'attaccante uguguayano che la Juve intendeva tesserare a settembre come comunitario e che sostenne una sorta di 'esame farsa' di italiano all'Università per stranieri di Perugia. Una vicenda che sollevò un enorme polverone, che convinse poi la società bianconera a non mettere sotto contratto l'attaccante del Barcellona (poi finito all'Atletico Madrid).

Un esame per il quale erano stati "preventivamente comunicati" al giocatore i contenuti della prova, come è emerso da una indagine della Procura di Perugia, che attraverso il responsabile capo Raffaele Cantone ha diffuso oggi una nota dalla quale si evince che sono stati sospesi i vertici dell'Università per stranieri di Perugia. E adesso tremano anche i dirigenti della Juve.

"Dopo le perquisizioni e sequestri del 22 settembre 2020, le indagini hanno significativamente corroborato il quadro probatorio che già si era delineato in ordine all’organizzazione, da parte degli indagati, nel corso di una sessione istituita ad personam, di un esame 'farsa', che ha consentito il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana del tipo 'B1' al calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez, requisito indispensabile per l’ottenimento della cittadinanza", si legge nella nota della Procura di Perugia.

La Guardia di Finanza ha così sospeso dall’attività per 8 mesi la rettrice Giuliana Grego, il direttore Simone Olivieri e i professori che esaminarono il calciatore del Barcellona. Secondo l’accusa, "è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito e il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università". I reati contestati sono "rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici".

"Abbiamo la fortuna che comunque le persone, sempre per la questione Covid, non potranno entrare durante l'esame ... Questo ci dà una mano". E' quanto disse lo scorso 11 settembre Simone Oliveri, direttore generale dell'Università di Perugia per stranieri, a Lorenzo Rocca, componente della commissione "Celi immigrati", nel corso di un colloquio telefonico intercettato dagli investigatori. Il riferimento è all'espediente che permise lo svolgimento della sessione a porte chiuse.

Ma adesso anche i dirigenti della Juventus rischiano di finire travolti dalla vicenda. "Gli accertamenti investigativi hanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez", prosegue la nota diffusa dalla procura di Perugia, "facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento".

Potrebbero quindi venire indagati anche il ds Fabio Paratici e i dirigenti che avevano intavolato la trattativa per portare Suarez in bianconero.

Massimo De Marzi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium