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OsservaTorino | 15 aprile 2021, 06:49

L'Europeo è salvo, gli autonomi no

Il governo si è mobilitato per garantire che a giugno le partite che si disputeranno all’Olimpico di Roma avranno il 25% di pubblico, come voleva l'Uefa, ma molte richieste di categorie economiche restano disattese o inascoltate

lo stadio Olimpico di Roma

La differenza di trattamento tra lo sport di vertice e molte categorie economiche

L’Europeo è salvo! 

Questo è quanto ci viene annunciato, con toni trionfalistici, attraverso gli schermi delle TV e le pagine dei giornali, dal governo Draghi e dal ministro della Sanità Speranza. A giugno, le partite che si disputeranno all’Olimpico di Roma, avranno una cornice di pubblico in ragione del venticinque per cento della capienza totale dell'impianto. 

Evviva.

Tanto insistette, l’UEFA, che ottenne. La rassicurazione che ci sarà pubblico assistente e plaudente, oltre che pagante ed appagante, per l'occhio e per gli sponsor, è finalmente giunta a sbloccare lo stallo che negli ultimi giorni aveva lasciato tutti col fiato sospeso sulla certezza che quattro partite del prossimo campionato continentale potessero essere ospitate dal nostro Paese. 

Resta però un mistero di come, lo stesso governo che stoicamente resiste alle pressanti insistenze della piazza dei lavoratori autonomi ormai alla fame, adducendo il motivo che non è possibile riaprire fintanto che non ci saranno certezze sugli sviluppi dei contagi e dei vaccini e quindi sia impossibile stilare un cronoprogramma con date precise su cui le partite IVA possano contare con ragionevole sicurezza per ricominciare a respirare, dopo mesi in apnea, dovendo Speranza ed i suoi sodali valutare, settimana per settimana, i dati che saranno forniti dalle Asl agli esperti del CTS, sia invece già oggi in grado di preconizzare che a giugno la situazione sarà così tanto sotto controllo da consentire a venticinquemila persone, una più, una meno, visto che la capienza dell’Olimpico si attesta sui centomila posti, di accalcarsi nell’impianto romano, ma ancor più di affluire e soprattutto defluire nel rispetto dei distanziamenti sociali imposti dalle autorità sanitarie. 

Ma forse la spiegazione è più semplice, vecchia come il mondo: ubi maior, minor cessat; ovvero, di fronte a cose più importanti, le cose meno importanti vengono meno. 

E quindi, cari ristoratori, baristi, ambulanti, fieristi, giostrai, commercianti, gestori di palestre e piscine, cinema e teatri, cantanti e musicisti, albergatori e operatori turistici, datevi pace. La sopravvivenza vostra, delle vostre famiglie, delle vostre attività e di quelli che da esse dipendono, per lo stato, scritto volutamente minuscolo, non contano nulla, sono ampiamente sacrificabili

Però l’Italia avrà le sue partite dell’Europeo e l'onor di Patria è salvo. 

Chiudo con un ironico ma veritiero consiglio alle vessatissime categorie succitate: smettete di far rappresentare le vostre istanze dal sindacato ed affidatevi all’UEFA. 

 

Come ben si vede, ha ottenuto molto di più della triplice...

Domenico Beccaria

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