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Attualità | 03 maggio 2021, 12:13

Il Pinerolese piange Piero Quaglia, l’uomo che amava le biciclette

È stato uno dei promotori e il trascinatore del gruppo Salvaiciclisti, nato per diffondere la mobilità sostenibile

Piero Quaglia (a destra) alla manifestazione nazionale di Salvaiciclisti a Roma

Piero Quaglia (a destra) alla manifestazione nazionale di Salvaiciclisti a Roma

Amava le biciclette, talmente tanto, da non usarle solo per spostarsi per lavoro o piacere, ma da restaurarle e collezionarle. Piero Quaglia, di casa a Miradolo, nel Comune di San Secondo di Pinerolo, è stato uno dei promotori e il trascinatore del gruppo Salvaiciclisti Pinerolese, nato dopo la manifestazione nazionale del 28 aprile 2012 a Roma.

“L’ho conosciuto casualmente già prima, perché abitava accanto a una mia amica, che mi aveva parlato di un suo vicino compositore e maestro di pianoforte. Poi abbiamo condiviso l’esperienza nel gruppo Salvaiciclisti pinerolese” Flavio Fantone, architetto pinerolese, ricorda con affetto e commozione Quaglia, scomparso improvvisamente venerdì, all’età di 74 anni.
“Eravamo diventati amici e ci siamo sentiti ancora il giorno stesso” rivela Fantone ancora scosso. Buona parte della sua vita Quaglia l’ha passata in giro per il mondo, grazie al pianoforte: “Ha lasciato il Pinerolese da giovane, per poi tornare nella casa paterna dopo aver vissuto in diversi luoghi, dalla Germania al Giappone – racconta Fantone –. Amava molto la natura e la montagna. Ci parlava dei suoi giri solitari sulle cime del Giappone, spiegandoci come all’inizio per lui fosse difficile trovare i percorsi, perché tutti i cartelli erano in giapponese”.

Persona sanguigna, ma seria e severa durante le discussioni sui temi che gli stavano a cuore, nella sua esperienza in giro per il mondo ha accumulato conoscenze sulla mobilità sostenibile e sulla bicicletta che ha messo a disposizione dei Salvaiciclisti: “È stato il nostro mentore e ci è stato da sprone. Troveremo il modo per rinnovare il suo messaggio” assicura Fantone. Quaglia viveva davvero la bicicletta e si era messo a restaurarne di vecchie e collezionarle, si quelle che aveva comprato in altri Stati, sia quelle di famiglia. Ma non solo: “Da qualche tempo si era appassionato alla fanalistica e realizzava dei fanali con dinamo per i suoi amici, recuperando vecchie lampade e usando i led. Una tecnologia dall’impatto ambientale nullo a cui lui aggiungeva il recupero di vecchi prodotti rotti”.

Marco Bertello

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