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Sanità | 21 maggio 2021, 11:48

Due oss degli ospedali torinesi: "Non sono no vax, ma non mi vaccino contro il Covid: ecco perché" 

La testimonianza di Fabrizio e Serena: "Contagi alti tra lavoratori nei primi mesi del 2020. Da quando queste sono entrate in vigore misure anti Covid, non mi ricordo di nuovi casi".

Vaccino, dose

Vaccino, dose

Sospendere dal lavoro o trasferire gli infermieri e oss che non si vogliono vaccinare contro il Covid. È questo uno dei temi più caldi nell'opinione pubblica, su cui era intervenuto anche il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, chiarendo come il vaccino debba essere "obbligatorio per le persone che svolgono professioni di carattere sanitario, che sono a contatto quotidiano con le persone più deboli che sono i nostri malati". 

Ed in risposta a queste parole oggi decine di operatori sanitari sono scesi in protesta in piazza Castello, in occasione dello sciopero organizzato dalla Cub Sanità. Tra di loro anche Fabrizio e Serena, che lavorano come Oss in un ospedale di Torino. 

"Se si prendono in considerazione i contagi tra i lavoratori - spiega lui - si vede che erano molto alti nel periodo in cui è iniziata la pandemia - nei primi mesi del 2020 - quando non c'erano misure e protocolli da seguire. Da quando queste sono entrate in vigore, non mi ricordo di nuovi casi". "Ci chiediamo poi - prosegue - perché dovremmo accettare un trattamento sanitario sperimentale, visto che lavoriamo con pazienti Covid ed è impossibile essere considerati un rischio per loro". 

Ed il tema dei possibili rischi, sul lungo periodo, del vaccino è quello che più di ogni altro in questo momento fa dire no alla puntura. In molti però osservano che, trattandosi di personale sanitario, è come se non avessero fiducia nella medicina che hanno scelto come lavoro. 

"Noi come nostri figli - chiarisce Serena - siamo tutti vaccinati. Semplicemente abbiamo dei dubbi perché il prodotto non è stato testato a lungo termine: non sappiamo quali possano essere i possibili disagi tra anni. Non garantisce poi una copertura al 100% dalla malattia. Nel momento in cui prendo il Covid chi me lo dice che finisco in ospedale?". 

"Inizialmente, con AstraZeneca, il rischio trombosi non era menzionato, mentre ora sì. Quando è iniziata l'emergenza sanitaria venivamo rimproverati perché indossavamo la mascherina: ora rischiamo di perdere il lavoro, al contrario, perché non accettiamo questo trattamento sanitario" concludono. 

Cinzia Gatti

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