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Economia e lavoro | 09 giugno 2021, 08:45

Come gestire le risorse umane delle piccole e medie imprese?

Ce lo spiega Stefano Alemanno esperto di Gestione Strategica delle Risorse Umane

Come gestire le risorse umane delle piccole e medie imprese?

Il mondo del lavoro in questi ultimi anni sta rivolgendo sempre più l’attenzione verso le risorse umane. Si tratta di una scelta strategica, in quanto le competenze e le qualità di queste risorse costituiscono sempre di più un plus per le aziende operanti in tutti i settori. In particolar modo le piccole e medie imprese si sono trovate a dover affrontare nuove situazioni lavorative, caratterizzate da profonde rivoluzioni tecnologiche e conseguentemente dovendo apportare dei mutamenti nelle professioni. Pertanto, questo nuovo bagaglio di competenze si è rivelato fondamentale per affrontare una concorrenza sempre più agguerrita, facendo convergere l'interesse nell’accaparrarsi e trattenere le persone con maggior talento. Le aziende che in futuro sapranno coltivare i collaboratori migliori e più brillanti dureranno nel tempo, mentre quelle che continueranno a fare “business as usual” finiranno quasi sicuramente per declinare. Ma non è tutto! Le imprese dovranno essere anche in grado di gestire questo potenziale, riducendo il costo del lavoro, aumentando la flessibilità dei contratti di lavoro e riducendo il rischio imprenditoriale. Ma in che modo? Ce lo spiega il dott. Stefano Alemanno esperto di Gestione Strategica delle Risorse Umane.

Stefano Alemanno è nato nel 1986 a Torino. Laureato in Giurisprudenza si occupa di diritto del lavoro e relazioni sindacali dal 2009, avendo approfondito tematiche in materia di lavoro quali contrattazione collettiva nazionale e aziendale, contrattazione individuale, welfare aziendale e ottimizzazione dei costi.

Cosa si intende per Gestione Strategica delle Risorse Umane?

Si tratta di una “categoria” che ho creato in quanto in Italia non esisteva un sistema di gestione dedicato alle piccole e medie imprese. L'imprenditore è colui che organizza le risorse in modo tale che queste producano più ricchezza di quanta ne produrrebbero singolarmente e, in qualsiasi azienda, le risorse più importanti sono quelle Umane. Mentre le grandi aziende sfruttano tutti i vantaggi che del nostro ordinamento giuridico, la maggior parte dei piccoli e medi imprenditori non ne applica nemmeno la metà, ritrovandosi a sprecare soldi e ad avere poca flessibilità.

Pertanto, ho creato un metodo che consente anche al piccolo datore di lavoro di ottimizzare i costi e non ritrovarsi sempre solo a subire ma di prendere in mano i propri poteri e gestirli nella direzione di massimizzare la produttività dei dipendenti in un clima di lavoro sereno”.

Come evitare di sprecare soldi nella gestione dei propri dipendenti con contratti di lavoro poco flessibili?

Per un imprenditore la mancanza di flessibilità e la burocrazia si traducono in un costo molto elevato in termini di tempo, denaro e opportunità. In ogni caso, quando c’è poca flessibilità l’imprenditore perde denaro. E questo è l’esatto contrario del motivo per cui si fa impresa. Non a caso nessuno vuole investire in Italia. Ci sono però delle soluzioni poco applicate che consentono agli imprenditori di aumentare la flessibilità nei contratti di lavoro. Ad esempio, molti imprenditori non sanno di poter scegliere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) da applicare nella propria azienda. I C.C.N.L. sono contratti privati scritti da associazioni di categoria e sindacati e l’imprenditore può scegliere se applicarne uno nella propria azienda e soprattutto quale applicare. In sostanza sono dei “pacchetti di regole” già scritti e a cui l’imprenditore si rifà per regolamentare i rapporti di lavoro con i propri dipendenti. Non scegliere attentamente se applicare un C.C.N.L. e quale applicare può costare molti soldi all’imprenditore”.

Quali sono le insidie del CCNL per le piccole e medie imprese?

Ogni giorno incontro molti imprenditori e molto spesso mi capita che non sappiano nemmeno quale C.C.N.L. stanno applicando nella loro azienda. Questo è un problema in generale perché se non conosci le regole che (solo formalmente) tu stesso hai deciso di applicare, è probabile che paradossalmente sarai il primo a non rispettarle. Inoltre, i C.C.N.L. comportano dei costi che l’imprenditore non conosce. Un esempio eclatante sono gli Enti Bilaterali. Si tratta di Enti composti dalle associazioni di categoria e dai sindacati che hanno creato il C.C.N.L. e che nello stesso obbligano l’imprenditore a pagare dei contributi in cambio di prestazioni che quasi mai vengono utilizzate. Provate a chiedere a qualsiasi imprenditore che paga ogni mese l’Ente Bilaterale in F24, che cosa riceve in cambio. Io lo faccio ogni giorno e, ammesso che sappia di cosa sto parlando, nel 99% dei casi mi risponde che non ha mai beneficiato di nessuna controprestazione”.

In che modo un'errata impostazione del contratto di lavoro può ledere dipendente e datore di lavoro?

In Italia la Costituzione e le Leggi in materia di lavoro hanno l’obiettivo di dare un livello minimo di tutela ai Lavoratori. Questi vengono considerati dallo Stato la parte contrattualmente debole ed è per questo che nemmeno il lavoratore stesso potrebbe scegliere di scendere al di sotto del livello minimo stabilito dalla normativa. I contratti collettivi di lavoro invece, essendo contratti privati, stabiliscono delle regole che valgono solo per chi decide di applicarle. Fatta questa breve premessa rispondo alla tua domanda portandoti un esempio. Il datore di lavoro ha dei vincoli molto stringenti quando deve licenziare un dipendente e questi vincoli sono giustificati dal voler tutelare il lavoratore. Una situazione assurda che mi trovo spesso ad affrontare è quella dell’imprenditore che vorrebbe assumere a tempo determinato un lavoratore ma non può farlo per via dei vincoli previsti dal contratto che applica. Questo danno (per il lavoratore che non viene assunto e per l’imprenditore che si deve aggiustare in qualche altro modo) potrebbe essere evitato applicando dei contratti che invece prevedono dei vincoli meno stringenti in tema di assunzioni a tempo determinato”.

In che modo la gestione delle risorse umane può essere efficace e contribuire a realizzare gli obiettivi dell'impresa?

Innanzi tutto, l’impresa deve avere degli obiettivi e questi devono essere comunicati alle persone che ci lavorano! In secondo luogo, come ho detto prima, le risorse più importanti in qualsiasi azienda sono le persone, senza i lavoratori, nessuna azienda può crescere e prosperare.

Quindi, il ruolo del datore di lavoro è quello di prendersi cura dei propri collaboratori e metterli nelle condizioni di essere incentivati a produrre e lavorare al meglio, in quanto così facendo, i lavoratori si trasformeranno nel motore trainante dell’azienda. Ultimamente ho aiutato un’azienda di Torino che opera nel settore del commercio all’ingrosso a risparmiare dieci mila euro l’anno impostando al meglio i contratti e le risorse aziendali. L’imprenditore molto lungimirante ha deciso di investire questi risparmi in un piano incentivante per i dipendenti concordando degli obiettivi insieme a loro. Risultato: i cinque lavoratori dell’azienda prenderanno duemila euro in più all’anno e l’imprenditore aumenterà il fatturato del 15%”.





Maurizio Losorgio

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