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Economia e lavoro | 11 luglio 2019, 07:33

Demis Cavina, ritratto di un coach che ha girato tutta l’Italia

Demis Cavina, ritratto di un coach che ha girato tutta l’Italia

Castel San Pietro Terme, Castelmaggiore, Roseto, Latina, Imola, Fabriano, Sassari, Udine, Veroli, Scafati, Napoli, Derthona, ancora Imola e Udine e, infine, Torino. No, non si tratta della lista dei prossimi viaggi da fare entro i confini italiani, quanto piuttosto di tutte le mete che sono state toccate da quando coach Demis Cavina ha cominciato ad allenare.

Bolognese doc, la sua carriera da allenatore ha preso il via proprio nel paesino che gli ha dato i natali, ovvero Castel San Pietro Terme. Inizialmente, in fondo, per tutti è solamente un hobby, una bella passione, allenando le giovanili della squadra. Poi, nel giro di soli due anni, quando Demis ha soli 23 anni, le cose cambiano completamente. La promozione a capo-allenatore ha modificato radicalmente un po’ tutto,

Adesso, Cavina siede sulla panchina della Reale Mutua Torino e l’obiettivo è quello di fare tutto il possibile per riportare la compagine piemontese nella massima serie. È una speranza anche per gli appassionati di basket che sono appassionati di gioco e di pronostici online, usando in modo particolare un portale che compara le quote di Serie A.

La salvezza al primo colpo da capo-allenatore

Come abbiamo detto, la carriera da allenatore di Demis Cavina cambia completamente a 23 anni: ci vuole coraggio, ma anche senso di responsabilità nell’affrontare la promozione come prima guida tecnica in Serie B2 con la squadra del suo paese natale, ma ci vogliono indubbie qualità e capacità, visto che la fortuna non basta in questi casi, per portare la compagine emiliana fino a centrare l’obiettivo principale, ovvero raggiungere la salvezza.

Uno scenario che permette a coach Cavina di cambiare in fretta anche panchina, spostandosi però a pochi chilometri da casa, accettando la chiamata della Progresso Castelmaggiore. Anche in questo caso, l’impresa è di quelle veramente impressionanti, dato che porta la compagine bolognese a centrare una pazzesca doppia promozione nel giro di un biennio, partendo alla B2 e arrivando fino alla Serie A2.

Il più giovane coach di sempre nella massima serie

L’esperienza alla guida di Roseto, nel 2001-2022, è la prima da capo-allenatore nella massima serie. L’annata non si conclude proprio nel verso giusto, con un record di 5 vittorie e 12 sconfitte, ma tanto basta per inserire il nome del tecnico emiliano tra quelli che hanno scritto la storia della Serie A italiana di pallacanestro.

Poi c’è tanta gavetta, a partire dalle due stagioni a Latina, centrando anche l’obiettivo playoff nel 2005, a cui poi segue un biennio a Imola, con comincia a centrare traguardi di tutto rispetto, come playoff e l’atto conclusivo della Final Four della Coppa di Lega. A Sassari, tra il 2007 e il 2009, arriva vicinissimo alla storica promozione nella massima serie, cedendo solamente in gara-4 nella serie di finali playoff contro la Vanoli Soresina.

Un coach che sa come si gestisce e valorizza un gruppo. Un esempio su tutti? Senza ombra di dubbio è esemplificativo quanto è successo nella stagione 2009-2010, quando coach Cavina ha accettato l’incarico proposto dalla Snaidero Udine. Con una rosa in cui sette ragazzi su dieci erano friulani, Demis ha guidato la compagine arancione fino ai quarti di finale playoff.

A Veroli sono continuate le soddisfazioni: nella stagione 2010-2011 riesce ad alzare al cielo la Coppa di Lega, avendo la meglio nell’atto conclusivo contro Imola. Ai playoff, invece, cede solamente in gara-5 contro Venezia: per rivederlo in una post-season, però, serve attendere altri due anni. Infatti, coach Cavina, alla guida della Givova Scafati, sfrutta un ottimo finale di stagione per centrare i playoff, salvo poi essere estromesso da Pistoia, con la squadra toscana che riuscirà poi a mettere le mani sul titolo e sulla promozione nella massima serie.   

 

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