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Economia e lavoro | 15 giugno 2021, 07:39

In Piemonte torna il lavoro: a giugno più assunzioni del 2020, ma anche del 2019. Però un'azienda su tre non trova candidati

Oltre 7 ingressi su 10 saranno per lavoratori dipendenti, una su 4 a tempo indeterminato. Massima spinta dai servizi. Un'azienda su 3 però non trova informatici, fisici ed esperti di chimica. Ma anche operai metalmeccanici

uomo che lavora e sorride

Nel mese di giugno sono attese molte più assunzioni rispetto al 2020, ma anche rispetto al 2019

Oltre 15mila posti di lavoro in più rispetto al giugno del Covid, per un totale di 37500: sono queste le cifre intorno alle quali sembra orientarsi il mercato dell'occupazione entro la fine del mese in corso, secondo le stime di Unioncamere Piemonte ed Excelsior.

Numeri non ancora rassicuranti, ma che di certo sottolineano la svolta che sta vivendo l'economia in quella che sembra essere la coda della crisi pandemica. Anche perché una crescita di 9240 unità la si registra anche rispetto agli ingressi che risalgono al 2019, quando lockdown e difficoltà ancora erano lontani.

Più di 7 assunzioni su 10 saranno per lavoratori dipendenti, una su 4 a tempo indeterminato

Scorrendo le cifre, emerge che il 74,8% delle entrate riguarderà lavoratori dipendenti, mentre il 18,6% saranno lavoratori somministrati, il 2% collaboratori e il 4,5% altri lavoratori non alle dipendenze. Nel 24% dei casi (quasi uno su quattro, dunque) le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 76% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Complessivamente nel trimestre giugno-agosto 2021 le entrate stimate ammonteranno a 86.980, il 6,8% delle 1.282.840 programmate a livello nazionale.

 

Delle 37.500 entrate previste in Piemonte nel mese di giugno 2021 il 14% è costituito da laureati, il 35% da diplomati, le qualifiche professionali e l’assenza di un titolo specifico pesano rispettivamente il 21% e il 28%.

 

Sono ancora i servizi, il settore più "affamato" di lavoratori

Anche a giugno sono i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con il 67,5% delle entrate (9.670 unità in più rispetto allo stesso mese del 2020 e 5.280 in più rispetto a giugno 2019). L’industria programma 12.170 entrate, generando circa il 32,5% della domanda totale del mese e segnando un incremento di 5.660 entrate rispetto a giugno 2020 e 3.960 rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio 9.420 entrate riguarderanno il comparto manifatturiero e 2.740 quello edile.

Il 19% delle entrate previste per giugno 2021 nella nostra regione sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici (quota superiore alla media nazionale del 17,0%), il 32% sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, circa il 27% riguarderà professioni commerciali e dei servizi. Solo il 10% sarà rappresentato da impiegati. I profili generici produrranno il 12% delle assunzioni del mese.

Ma un'azienda su tre continua a non trovare

Così come nelle rilevazioni passate, però, resta sul tavolo il tema delle difficoltà di non poche aziende (circa un terzo) che invece non trovano il profilo adatto alle proprie necessità. 

Le professioni più difficili da reperire in regione a giugno 2021 sono Specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (66 aziende su 100) e Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (62 aziende su 100). Per oltre un’impresa su due, infine, appare difficoltoso trovare anche Tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione nonché Farmacisti, biologi e altri specialisti della scienza della vita.

Massimiliano Sciullo

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