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Economia e lavoro | 15 luglio 2021, 18:48

Ex Embraco, uno spiraglio dopo il mancato incontro con il ministro Orlando: il Governo approva la norma salva-cassa

Proprio il ministro del Lavoro, che ha dovuto annullare i suoi impegni previsti per oggi a Torino, ha proposto in Consiglio dei Ministri un provvedimento per concedere gli ammortizzatori sociali ai 400 lavoratori a rischio licenziamento

Alcuni esponenti del Pd hanno incontrato gli operai ex Embraco in piazza Castello

Alcuni esponenti del Pd hanno incontrato gli operai ex Embraco in piazza Castello

Da Orlando a Orlando. Si apre uno spiraglio per il futuro (almeno quello immediato) dei lavoratori ex Embraco. Doveva essere la giornata del ministro del Lavoro a Torino, quella di oggi: una presenza legata a motivi politico-elettorali, ma che avrebbe permesso anche punto della situazione sulla vicenda che ormai da anni vede al centro dell'attenzione lo stabilimento che una volta era di Whirlpool.

Proprio nella giornata di ieri, infatti, si era conclusa con un nulla di fatto la riunione con il Ministero e le parti sociali per risolvere almeno il primo pezzo del puzzle con 400 posti di lavoro in bilico, a Riva di Chieri: quello della concessione della proroga della Cassa Integrazione. Nulla di fatto perché alcuni costi (legati al Tfr e non solo) rimanevano in carico alla curatela fallimentare di Ventures, che non è nelle condizioni di accollarseli.

Il sollievo dopo la delusione e la grande paura

Ecco perché cresceva l'attesa per parlare faccia a faccia con l'esponente del Pd, ma nel corso della mattinata è saltato tutto: niente Torino, Orlando resta a Roma per partecipare al Consiglio dei Ministri. Ma la delusione (l'ennesima) per gli operai, con il passare delle ore si è trasformata in nuova speranza. Fino all'annuncio arrivato in tarda serata: dal Governo è arrivato l'ok alla norma (presentata dallo stesso titolare del dicastero del Lavoro) per prolungare gli ammortizzatori sociali ai dipendenti ex Embraco, che altrimenti vedrebbero scattare i licenziamenti il prossimo 22 luglio.

L'accesso sarà gratuito, rimuovendo ogni ostacolo economico. Una notizia arrivata proprio poco dopo la visita che alcuni esponenti del Partito Democratico (su tutti il candidato sindaco, Stefano Lo Russo) avevano incontrato la rappresentanza di operai che ormai da mesi presidia la Regione, in piazza Castello. "Quella approvata in CdM è una misura che consente di dare respiro e proseguire per ex Embraco nella eventuale ricerca di una soluzione industriale assicurando la proroga di sei mesi dell’ammortizzatore sociale per cessata attività - ha detto Orlando -. Questo senza oneri consentendo quindi al curatore fallimentare di fare istanza immediata".

È una buona notizia, ringrazio il Ministro Orlando per l’attenzione di queste ore,  per il lavoro complesso per raggiungere l’esito che speravamo. Ricordo - dice Lo Russo - che i lavoratori Embraco chiedono dignità e una soluzione che ridia lavoro e un futuro alle loro famiglie. Dopo una soluzione che è temporanea - conclude - la vera sfida è portare lavoro, il Ministero dello sviluppo economico ora faccia la sua parte”.

“La tradizione della bugia è tutta leghista, lo abbiamo visto con Giorgetti e Salvini a Torino, prima affermano l’impegno per l’assegnare la sede della Gigafactory a Torino, poi sappiamo come è andata. Su ex Embraco la proposta era del Mise, se era un progetto vuoto perché non lo ha detto il Ministro stesso ai lavoratori?L’attitudine peggiore della politica è raccontare cose in piazza e fare altro nelle stanze ministeriali a Roma, la Lega piuttosto pensi a risolvere i problemi, non fare polemica”, ha dichiarato il candidato sindaco del centrosinistra a Torino Stefano Lo Russo.

La vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del PD, Anna Rossomando, su Twitter ha commentato: "Su Embraco grazie al lavoro del Ministro Orlando si trova una soluzione sull'accesso gratuito alla cassa integrazione per i lavoratori. Ora però bisogna andare avanti sulle politiche industriali e tutto il governo deve fare la sua parte".

Regione e sindacati: "Bene così, ma ora serve un piano per dare lavoro"

Il via libera del Consiglio dei Ministri alla norma per prolungare la cassa integrazione per i lavoratori ex Embraco è il segno che un primo passo in avanti c’è stato - commentano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore al Lavoro, Elena Chiorino -. Bene che il Governo abbia ascoltato l'appello per la proroga del decreto. Il via libera di oggi consente a più di 400 famiglie di tirare un momentaneo sospiro di sollievo. Ma questo dopo quattro anni di promesse non mantenute non basta. Adesso bisogna correre sul piano industriale”.

"Se questa la norma è a prova di curatore - dice Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per Fiom Cgil - vuol dire che la parola fine in questa vicenda non è ancora scritta. Ma già dai prossimi giorni bisogna sviluppare un progetto industriale e ridare la dignità del lavoro a quasi 400 famiglie. Adesso il Mise non ha più alibi. Todde mantenga la parola e convochi subito il tavolo".

"Massima prudenza - predica Arcangelo Montemarano, Fim Cisl - e finché non firmiamo l'esame congiunto non ci credo. Abbiamo ricevuto fin troppe delusioni in questa vicenda. Ci crederò quando vedrò tutte le firme".

"Ci crederemo quando la vedremo - commenta Vito Benevento, della segreteria Uilm Torino -. Sembriamo essere sulla strada giusta e il pressing dei sindacati dopo l'incontro andato male ieri è servito. Ma prolungare e basta non serve a nulla: serve una soluzione vera per i lavoratori e dovremo impegnarci col Mise. Queste persone non si meritano di finire questo percorso in un licenziamento. Sono sempre stati illusi dai governi che si sono succeduti in questi anni".

"Ci aspettiamo una convocazione urgente che attesti la validità di questa proroga della cassa integrazione - dice Ciro Marino, segretario Uglm Torino -. Poi tutti al tavolo per trovare soluzioni per una nuova industrializzazione che garantisca un posto di lavoro a 391 lavoratori stremati da tre anni e mezzo di ammortizzatori sociali".

Massimiliano Sciullo

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