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Immortali | 29 agosto 2021, 08:03

Il sottile filo granata...

La trama che vi racconto oggi, inizia negli anni quaranta, quando Romeo Menti...

Il sottile filo granata...

Nella storia del Toro, si sa, nulla accade per caso: c'è sempre un sottile filo conduttore che lega tanti elementi, apparentemente slegati fra loro, e lì riconduce ad un'unica sottile trama.

La trama che vi racconto oggi, inizia negli anni quaranta, quando Romeo Menti, vicentino dal cuore viola, dopo una parentesi biancorossa nella sua città natale, un primo assaggio di viola fiorentino e qualche avanti ed indietro tra l’Arno ed il Po, mette stabili radici nello squadrone di Ferruccio Novo e Valentino Mazzola, dove chiuderà la sua carriera e la sua vita nella tragedia di Superga, che privò la nostra nazione della sua squadra più forte.

Prosegue, questo sottile filo granata, con l'acquisizione da parte di Davide Pollano, avvocato, socio del Museo e soprattutto amico, di una sua maglia è di una ho paio di scarpe da gioco, che Davide conserva, anzi, ostenta, nel suo studio, in una teca che le protegge è che le espone all’ammirazione dei clienti ed all’invidia mia.

Con il Davide avvocato, proprio poco più di un anno fa, si intreccia una fitta collaborazione professionale, in cui lui mette la sua competenza al servizio del Museo e della causa granata, redigendo, in collaborazione con il suo omologo che assiste la famiglia Cimminelli, il contratto di comodato che riporterà la Coppa Italia 1943 agli onori del mondo granata, con la sua esposizione permanente nelle sale del Museo. Coppa Italia, manco a farlo apposta, sollevata anche da Romeo Menti, che di quella squadra faceva parte.

Mi ha confessato Davide, che il batti e ribatti con il suo collega per la stesura del contratto, e successivamente l'emozione provata nell’aver conseguito il risultato, unita alla gioia letta negli occhi di tutti i protagonisti di questa acquisizione, da Marco Bonetto che si fece ambasciatore, e che ambasciatore, delle nostre ambizioni presso Simone Cimminelli, a me, che questa coppa inseguivo da quindici anni, avendoci già provato con il padre Francesco, a tutti i volontari del Museo ed ai tifosi granata, avevano fatto accendere qualcosa in lui.

Quella fiammella che si era accesa nella sua mente e nel suo cuore, gli diceva che qualsiasi cosa bella tu possa avere o ti possa capitare, se non hai qualcuno con cui condividerla, vale la metà.

Da lì alla decisione di mettere in pratica questo grande gesto di condivisione con tutto il Popolo Granata, il passo è stato tanto logico quanto breve.

Il sottile filo granata da cui siamo partiti, si è intrecciato con tanti altri fili fino a formare la trama che è sotto i nostri occhi da oggi e per sempre.

Ultima chicca che il destino ci ha voluto riservare? La decisione di inaugurare la stagione museale con l'evento di acquisizione di questi preziosi cimeli, era stato deciso prima della stesura del calendario della Serie A. Il destino ha voluto che questa cerimonia cadesse proprio nel giorno in cui le due squadre di Meo Menti, quella per cui faceva il tifo, la Fiorentina e quella con cui entrò nella leggenda, il Torino, incrociassero i tacchetti in riva all’Arno.

Noi granata siamo inguaribili romantici e quindi siamo portati a credere che lui, da lassù, ci abbia messo lo zampino, per non interrompere quel sottile ma indistruttibile filo granata che lega il Toro alla sua gente.

Domenico Beccaria

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