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Scuola e formazione | 13 settembre 2021, 07:00

Il primo giorno di scuola, come un libro Cuore scritto nel 2021

Un racconto inventato per celebrare il primo suono della campanella, tra Covid e supereroi

Il primo giorno di scuola, come un libro Cuore scritto nel 2021

Oggi si torna a scuola.

Sono volati via in fretta i miei giorni di vacanza a Loano con i nonni, le sfide al calcetto e il gelato che si scioglie troppo in fretta ma quanto è buono!

Mamma mi ha accompagnato davanti alla mia scuola, la Muratori, per iniziare la terza elementare.

La prima l’ho fatta tutta in DAD. La seconda, invece, in classe, anche se, quando il papà di Alexandra si è preso il Covid, siamo stati due settimane a casa. E anche quando se l’è preso il fratello di Edo. E, ora che ci penso, persino quando Simo è diventata positiva. “Ma non ho niente, solo la noia”, ci disse.

Quest’anno, però, la televisione dice che sarà diverso e io lo spero tanto. Preferisco stare al mare che a scuola. Ma se proprio devo andare a scuola preferisco vedere i miei compagni, così possiamo ridere, raccontarci le cose e giocare durante l’intervallo. E io posso parlare con Diego, il mio migliore amico, e pure un poco con Anna. Lei si vergogna, “è timida” dice la sua mamma, ma quando si fa coraggio dice sempre cose interessanti e poi è carina, ma questo l’ho detto solo a mio zio, il fratello di papà, e lui mi ha giurato di non raccontarlo a nessuno. Speriamo.

Metà della mia classe è accalcata attorno ad Abi che ha una cartella tutta nuova con i supereroi. Un sogno. Mamma segue il mio sguardo e, sorridendo, scuote la testa. “La tua è ancora nuova,” mi dice, “praticamente non l’hai mai usata, ti dovrai accontentare del portapenne”. Il mio portapenne nuovo è bellissimo ma quella cartella è un’altra cosa!

Superiamo tutti assieme il portone. “Mantenete le distanze”, ci ricorda Aldo, il bidello. “Le mascherine fin sopra il naso mi raccomando”. Diego mi guarda e storce gli occhi, io scoppio a ridere e mi si appannano gli occhiali. Mi si appannano sempre. Accidenti!

In classe siamo in quindici: sei maschi e nove femmine. Ognuno ha il suo banco. Tutti separati. Io non ho mai avuto un compagno di banco. Mamma dice che è un peccato ma, se tutto va bene, prima della quinta capiterà anche a me. A me non sembra una cosa così importante ma forse lo è.

La maestra fa mettere Marco davanti. “Così ti tengo d’occhio”, gli dice. Lui sbuffa. Io mi metto nel banco più vicino a quello di Diego. Anna sceglie il posto accanto alla finestra, a lei piace guardare fuori, lo faceva anche in DAD. Guarda fuori e inventa nuove storie nella sua testa. Prima o poi me le fa raccontare tutte. Se troverò il coraggio.

E ora l’appello. Si comincia sul serio.

 

Torino è la città del libro Cuore e, così, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico ci siamo voluti divertire immaginando un suo nuovo incipit, ambientato ai giorni nostri, giorni, ahinoi, ancora molto particolari.

Se siete tra i pochi torinesi a non avere una copia del libro di De Amicis a casa ma volete comunque dare un’occhiata alla versione originale dell’inizio dell’opera, la trovate a questo link https://it.wikisource.org/wiki/Cuore_(1889)/Ottobre/Il_primo_giorno_di_scuola.

Buona lettura!

Rossana Rotolo

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