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Attualità | 12 ottobre 2021, 18:33

Il futuro del Forte di Fenestrelle passerà per un ‘bando ponte’

Il Demanio sceglie una soluzione interlocutoria, mentre Comune e Unione montana vogliono ancora dire la loro

Il Forte di Fenestrelle

Il Forte di Fenestrelle

La strada è tracciata: un bando dalla durata di 6 anni che uscirà il 30 ottobre. Ma sul futuro ci sono molte incertezze, perché lo stesso Demanio, proprietario del Forte di Fenestrelle, parla di un ‘bando ponte’, in attesa di farne uno più duraturo, cucito su misura sul monumento simbolo della Città metropolitana di Torino.

Il Demanio giovedì scorso ha detto ‘no’ alla richiesta del Comune di ottenere il bene, tramite il federalismo demaniale culturale. E il giorno seguente ha comunicato all’attuale gestore, l’associazione Progetto San Carlo onlus, che non avrebbe concesso un’altra proroga, oltre quella che scade a fine anno.

Nei mesi estivi, Il sindaco di Fenestrelle, Michel Bouquet, aveva messo in piedi un tavolo con diversi enti, tra cui l’Unione montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, La Città metropolitana e la Regione. Il tavolo si è riunito una sola volta, il 15 luglio. Mentre prima Bouquet aveva mostrato al Demanio l’interesse del Comune a prendersi in mano la gestione del Forte. Una mossa che serviva per evitare che si andasse a bando e il territorio non avesse così possibilità di dare delle linee guida e esercitare un certo controllo.

Il tavolo, dopo l’estate, non si è più riunito e il Demanio non ha ritenuto valido l’interesse che Fenestrelle ha riconfermato entro metà settembre.

Molti sono gli interrogativi su questo passaggio e sul futuro che attende il Forte. Un bando di sei anni non rischia infatti di ingessare le attività dell’imponente opera militare e di non favorire importanti interventi di manutenzione e recupero? Inoltre il Demanio riuscirà in così poco tempo ad assegnare la struttura, per evitare che inizi il 2022 senza un gestore? Questi sono alcuni dei chiarimenti che il giornale ha richiesto al Demanio. Mentre si attende anche il commento dell’assessore regionale al Patrimonio Andrea Tronzano, che sta valutando la questione.

Uno dei punti fermi, al momento, è la disponibilità di Progetto San Carlo a fare la propria offerta al bando di affidamento, “sempre che i criteri del bando ci consentano di farla”. Peraltro la durata è giusto quella richiesta dall’associazione per un’ultima proroga, che permetterebbe di completare interventi di restauro già in programma.

Intanto Bouquet spera di apportare ancora qualche limatura alle richieste del Demanio o addirittura ottenere un comodato d’uso gratuito temporaneo, in capo al Comune, mentre il presidente dell’Unione Montana Marco Ventre si mostra battagliero: “Il Demanio, che è stato di fatto sempre assente nella gestione del Forte, oggi scommette sul futuro del Forte e dei nostri territori senza alcuna parola di ringraziamento a chi, l'associazione in primis, ha permesso che questa struttura potesse vivere 365 giorni l'anno. Per la cronaca il Demanio, in questi anni, non è neppure riuscito ad accatastare il Forte ed oggi corre verso un futuro incerto, o forse certo per qualcuno” e preannuncia una lettera dei sindaci delle vallate “perché la nostra voce sia forte, importante e chiara”.

Marco Bertello

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